Il Tirreno

Bandiere azzurre, gialle e rosse si mescolano nella gioia unitaria della vittoria

Festa multicolore in piazza

Giorgio Pasquinucci
La festa in piazza Gramsci e a destra il brindisi tra i dirigenti dei partiti che hanno appoggiato i quattro Sì
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La festa in piazza Gramsci e a destra il brindisi tra i dirigenti dei partiti che hanno appoggiato i quattro Sì

Esulta il popolo del Sì: «Finalmente il vento sta cambiando»

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 PIOMBINO. Il blu e il bianco, il giallo e il rosso. Piazza Gramsci nel pomeriggio si è colorata in modo inconsueto per festeggiare la vittoria dei Sì ai quattro referendum. Molte facce che da tanto tempo non si ritrovavano insieme, tutte ugualmente sorridenti e alla fine bottiglie di spumante e brindisi mentre in piazza echeggivano le note a tutto volume dell'Inno di Mameli.  «Nonostante tutto ce l'abbiano fatta», ha gridato per primo al microfono Mario Gottini, del comitato per i referendum su acqua e nucleare della Val di Cornia, interrotto subito dall'applauso della piazza.  Non è stata, va detto, un'adunata oceanica, ma gli ingredianti della festa c'erano tutti e il vento che spirava aveva un'unica direzione. «Questo risultato - ha sostenuto Gottini - significa che veramente i tempi stanno cambiando, che soffia un vento nuovo, che le parole "pubblico", "bene comune", "democrazia dal basso" e "partecipazione" si stanno imponendo come parole alternative al "libero mercato che si autoregola", al "privato è bello" che si erano insinuate nella testa dei politici, anche di sinistra, negli ultimi decenni».  Un vento, ha ricordato il rappresentante del comitato, alimentato dai siti internet, attaverso i quali è stato trasmesso il tam-tam delle informazioni che hanno battuto il silenzio delle televisioni di Berlusconi. «Si sono avvertiti segnali forti che provenivano soprattutto dal mondo giovanile. I giovani sono andati a votare e hanno costruito il miracolo di una così alta affuenza».  «Ora - ed è stata la parte più ripresa poi dagli altri intevenuti - bisogna che il mondo dei partiti non intervenga con tentativi interpretativi che sterilizzino e snaturino il senso del voto. Vigileremo perché ciò non accada - ha sostenuto il rappresentante del comitato - Il ruolo dei partiti ora è saper ascoltare questo nuovo vento e dotarlo degli strumenti perché si affermi nelle istituzioni». E la richiesta è che «il modello toscano delle privatizzazioni sia rimesso in discussione dalle fondamenta, non migliorato».  Anche Marco Mosci, consigliere comunale dell'Idv ha interpretato quello di ieri come «un segnale che la gente sta cambiando e comincia a guardare le facce oltre i simdoli». Un invito a partecipare, farsi sentire anche nelle istituzioni, nel percorso partecipato sul regolamento urbanistico, ad esempio».  «Gli elettori hanno detto basta alla rapina dei beni comuni - ha sostenuto Alessandro Favilli del Prc - È un segnale forte che deve raccogliere la politica». Ilio Benifei di Sel ha invece esordito ringraziando tutti i comitati sorti nel Paese, che «sono riusciti a porre all'attenzione problemi reali, come quello dell'acqua e del nucleare. È l'Italia che dice basta e che vuole cambiare».  «Senti che bel vento...», ha ripreso il segretario del Pd Valerio Fabiani, alzando scenograficamente gli occhi verso le bandiere multicolori della piazza. «È l'inizio di una ricossa civile e morale, perché c'è un Italia migliore, una forza unita che si è messa in cammino». Con orgoglio il segretario del Pd, ha sottolineato il contributo di Piombino alla vittoria del Sì, prima città sopra i 15mila abitanti delle Provincia. Ha raccolto l'appello di Gottini, Fabiani: «Ora tocca alla politica scendere in campo con una proposta per l'alternativa. Credo che si debba fare, partendo da quello che è evidente, un lavoro di confronto con i cittadini che hanno chiesto di voltare pagina».  La chiusura è da Gran Premio. Spuzzi di spumante, l'Inno di Mameli e il chiasso della folla. È mancato solo il tuffo nella fontana che Mosci aveva promesso e che poi non ha mantenuto. A mal fatica riusciamo a cogliere due battute del presidente dei Legambiente Adriano Bruschi, sempre in prima fila in questa campagan referendaria e oggi defilato tra il pubblico. «In Val di Cornia - dice - un contributo importante lo hanno dato i giovani, che sono rientrati dai luoghi di studio e di lavoro per votare. Un fenomeno così non c'era mai stato. Gli elettori che ci hanno fatto vincere sono soprattutto loro: un'altra lezione che dobbiamo trarre».

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