Il Tirreno

Il presidente del Parco replica al sindaco di Capoliveri: «Se sono del Comune faccia il suo dovere»

Dune a Lacona, altolà di Tozzi a Barbetti

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 PORTOFERRAIO. Da una parte anche simpatia personale ma dall'altra un altolà. Mario Tozzi presidente del Parco mette i puntini sulla i.  In particolare quelli legati ai denari che il Parco non avrebbe saputo utilizzare nei tempi dovuti. Dice Tozzi: «Lui stesso non ci pare abbia fatto molto meglio, a proposito dei 3 milioni di euro entrati nel 2003 per l'Amp, spesi allora solo 146mila euro,. Ma l'infortunio più grave occorre a Barbetti a proposito delle dune di Lacona». Un percorso che parte da lontano. Nel 2009 si era costituito il comitato Amici delle Dune di Lacona per acquisire in proprietà pubblica dal privato. Vista l'importanza e il valore del biotopo il Parco decide di ridestinare la somma di un milione e 700mila euro per l'acquisto e di altri manufatti (discoteca) per farne un Centro di Educazione Ambientale. Rimarca Tozzi: «A quel punto si scopre che "la sabbia" doveva essere già pubblica e in disponibilità del Comune di Capoliveri, perché, ai tempi in cui Barbetti era sindaco e commissario del Parco, si concesse il permesso di costruire sulle dune gli immobili: discoteca, bar, e bazar, pattuendo in convenzione che le dune dovevano essere cedute ad un prezzo simbolico, circa 1000 lire, al Comune. La sottoscrizione volontaristica degli Amici delle Dune avrebbe portato dunque all'acquisto dal privato di un bene che doveva essere già in possesso del Comune». Una situazione insomma poco chiara nella fase di contrattazione con la proprietà: Monticini. Sottolinea Tozzi «dovendo il Parco predisporre tutti gli atti per addivenire al compromesso per l'acquisto, viene dato incarico ad un notaio di fare il rilevamento catastale delle proprietà per definire la regolarità del venditore. Il notaio evidenzia che la proprietà della sabbia è del privato perché l'acquisto simbolico non è stato esercitato da parte del Comune ed essendo ormai trascorsi più di 10 anni è scaduto il diritto di prelazione convenzionale. Inoltre, vi sono ipoteche sui terreni e sui fabbricati per un valore complessivo di circa 2.400.000». Poi l'attacco di Barbetti al Parco che avrebbe procurato danno anche al Comune sottraendogli le dune. Tozzi è chiaro: «Caro Ruggero, ma il Comune doveva possedere già le dune, perché questa era la condizione per lasciare fabbricare, allora perché non le ha protette? Se le dune appartengono al Comune, che il sindaco faccia il suo dovere; se, invece, non gli appartengono, il suo dovere non lo ha fatto prima».

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