Il Tirreno

I sindaci della Val di Cornia soddisfatti dell’alta affluenza. Pioli: «C’è ancora una democrazia sana»

Centrodestra: non è un voto politico

Tiziano Rugi
Federico Pazzaglia, capogruppo del Pdl in consiglio a Piombino
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Federico Pazzaglia, capogruppo del Pdl in consiglio a Piombino

Pazzaglia (Pdl) però è preoccupato. Da Coppola (Udc) dubbi per l'acqua

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 PIOMBINO.  I cittadini della Val di Cornia sono andati in massa a votare per i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Giovani e pensionati, lavoratori e disoccupati, uniti dall'interesse comune di far sentire la propria voce su problemi ritenuti di grande importanza.  Il quorum del 51% è stato superato con una giornata di anticipo senza problemi. Tutti i comuni, infatti, non sono scesi sotto la soglia del 68%, ben dieci punti in più della media nazionale. Un dato importante, netto, e i sindaci di Piombino, Campiglia, San Vincenzo e Suvereto sono unanimi nel riconoscere in questo «risultato positivo, un chiaro segnale che il rapporto con le istituzioni non è finito e esiste ancora una democrazia sana in Italia» come commenta Giampaolo Pioli, sindaco di Suvereto, comune che, in provincia, ha fatto il record dell'affluenza superando il 71%.  Da San Vincenzo a Campiglia a Piombino i primi cittadini sono orgogliosi del comportamento virtuoso degli elettori anche se - dice il sindaco di Piombino Gianni Anselmi - «non è una sorpresa: il senso civico dei piombinesi viene da lontano, come hanno sempre dimostrato gli appuntamenti elettorali del passato».  Il valore istituzionale del referendum unisce tutte le forze politiche, con l'eccezione del Pdl, che non nasconde la delusione per la sconfitta. La linea dettata dal partito di governo era, infatti, orientata all'astensione («domenica sarò al mare», aveva dichiarato il premier Berlusconi alla vigilia del referendum) ma è stata smentita dal risultato nazionale. L'unica consolazione viene dalla ritovata unità con gli ex alleati del centro destra Udc e Fli, sull'idea di non attribuire a questo risultato un valore politico, anche se il capo gruppo piombinese del Pdl Federico Pazzaglia teme che «qualcosa negli elettori stia cambiando in direzione contraria all'azione di governo».  Ma i punti in comune si fermano qui. Giampiero Amerini, per Fli, critica la scelta del governo sull'astensione, ma non crede sia una vittoria per la sinistra «perchè sull'acqua tutti gli italiani hanno una loro opinine, soprattutto qui in Toscana dove la legge Ronchi (adesso in Fli) è stata applicata e molti dei problemi non sono stati ancora risolti».  Il consigliere comunale dell'Udc Luigi Coppola, messa da parte ogni strumentalizzazione del voto, invita tutti ad aprire un tavolo di confronto sulla questione della gestinone dell'acqua. «I cittadini si sono espressi sul merito di norme specifiche e le istituzioni ne devono tener conto. La vittoria del sì, contraria alla nostra idea di sviluppo - precisa Coppola - non risolve il problema. Gli investimenti per migliorare il servizio pubblico sono stimati intorno ai 60 miliardi e i privati sarebbero stati di aiuto: adesso dobbiamo trovare nuove soluzioni».  La vittoria del sì non è in ogni caso una tragedia per Giovanni Sironi, Pdl e vice presidente del consiglio comunale: «gli italiani hanno votato sul nucleare e sul legittimo impedimento, ma le due norme erano già state modificate da un decreto del governo. Per quanto riguarda l'acqua - conclude Sironi - l'unica cosa da fare è prendere atto della decisione popolare».

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