Il Tirreno

Nel mirino i contributi alle associazioni

Ex sindaco e giunta rinviati a giudizio per abuso d'ufficio

L’ex sindaco Paolo Ballerini
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L’ex sindaco Paolo Ballerini

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 CAPOLIVERI. L'ipotesi di reato è abuso d'ufficio. Rinviati a giudizio l'ex sindaco di Capoliveri, componenti dell'ex giunta, l'ex segretario comunale. La prima udienza è fissata per il 5 ottobre al tribunae di Livorno. Per tutti l'ipotesi di reato è legato a finanziamenti alle associazioni. Ma non è l'unico capo d'accusa. Almeno per l'ex sindaco Ballerini, nel suo caso anche quello di minacce che sarebbero state rivolte a un ex dirigente del Comune, Nicola Masini. Sono tre gli episodi, distinti tra loro. Oltre a Ballerini nell'inchiesta condotta dalla Guardia di finanza ci sono gli ex assessori Carlo Cardelli, Ornella Vai, Gianluca Carmani, Alessandro Di Vita, Roberta Gelsi e Domenico Puccini. Insieme all'ex segretario comunale, Maria Rosa Chiecchi, e allo stesso Ballerini dovranno rispondere di abuso d'ufficio per finanziamenti concessi ad associazioni del territorio. Fausto Guglielmi, dipendente del Comune, è stato invece indagato per falso ideologico in atti pubblici. L'accusa più pesante per Ballerini accusato di minacce nei confronti di un funzionario pubblico. Secondo gli inquirenti Ballerini avrebbe minacciato l'architetto Nicola Masini, per, almeno secondo l'accusa far pressione e convincerlo a non ricevere un tecnico a lui poco gradito né far rilasciare concessioni edilizie a persone non di suo gradimento. Una tesi tutta da dimostrare rispetto alla quale lo stesso Ballerini aveva a suo tempo già preso le distante tanto da denuncare lo stesso Masini. La vicenda legata al presunto abuso d'ufficio risale invece al gennaio del 2008. La giunta approvò la concessione di aiuti economici a diversi enti e associazioni. Una decisione adottata senza tener conto, secondo gli inquirenti, del regolamento relativo alla concessione di contributi e sovvenzioni.  Così facendo l'amministrazione avrebbe procurato un ingiusto vantaggio alle associazioni in questione che non avevano presentato alcuna domanda.  Guglielmi, invece, almmeno secondo gli inquirenti avrebbe posto una firma falsa su un'ordinanza di demolizione.

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