Sicurezza
«Limantria, dal Wwf giudizi superficiali»
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Un esemplare di limantria fotografato sul promontorio di Baratti Federcaccia respinge le accuse di Politi alle doppiette
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PIOMBINO. «Allarme bruchi: Paolo Maria Politi dimostra superficialità». Il giudizio è della Federcaccia che definisce le parole dell'esponente Wwf «frettolose, sconsiderate, pilotate da un odio profondo nei confronti del mondo venatorio che ne offusca la visione completa del problema». «La Provincia - ricorda Federcaccia - è competente in materia di forestazione e sicuramente farà i propri sforzi per contenere il fenomeno, così come hanno già fatto e continueranno a fare i cacciatori, sempre in prima fila nella tutela della flora e della fauna». Per l'associazione venatoria «Politi evidenzia scarse conoscenze delle abitudini della migrazione e delle capacità di adattamento dei colombacci». In particolare viene giudicato «falso e inopportuno riferire che i cacciatori sono preoccupati per il rischio di poter abbattere meno colombacci perchè gli stormi in transito non si fermerebbero nei boschi colpiti dalla limantria. Dovrebbe sapere che mai gli stormi in transito si sono" rimessi" nel promontorio di Piombino perché la morfologia e l'habitat fanno loro preferire altri territori». Le preoccupazioni dei cacciatori e di molti cittadini sarebbero, dunque, motivate dal rischio di compromettere un fiore all'occhiello del patrimonio naturalistico. Federcaccia sposta il tiro sulla mancata valorizzazione dell'area umida dove Politi si sarebbe limitato «a istallare cartelli di divieto di caccia e a costruire inopportune e dispendiose passerelle. La conseguenza inevitabile della sua "gestione" è sotto gli occhi di tutti: il cuore pulsante della zona umida, il Bottagone, è diventato una totale distesa di canneggiole che ospita solo poche specie di selvatici. Certo, il mantenimento della zona umida richiedeva tanti sforzi e fatiche a cui i cacciatori non si sono mai tirati indietro. La gestione di Politi - aggiunge l'associazione - è stata certamente meno faticosa e purtroppo i risultati si commentano da soli: siamo diventati la barzelletta di chi conosce ed apprezza le vere zone umide. Dove sono finiti i beccaccini, le canapiglie, i codoni, i mestoloni, le marzaiole, le morette, i fischioni, le volpoche, i moriglioni, per non parlare degli stormi di trampolieri quali i combattenti, le gambette, le pittime, i chiurIi, i rallidi in genere e tante altre specie che popolavano assiduamente il " nostro bel padule? E stavolta non si potrà dire che la colpa è dei cacciatori».
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