Finsea a caccia di un socio per Blu Navy
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Il traghetto della compagnia Blu Navy Intanto aumenta le corse sostituendosi alla Corsica Ferries
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PORTOFERRAIO. Blu Navy non è in vendita ma sta cercando, ormai da tempo, «partner qualificati per consolidare la propria posizione su un mercato difficile». Con queste parole la compagnia smentisce le notizie apparse nei giorni scorsi su alcuni organi di stampa rispetto alla volontà del gruppo che controlla Blu Navy, Finsea, di "scaricare" l'esperienza elbana. Un'avventura imprenditoriale certamente non facile dato che la socità, con sole tre, al massimo quattro, coppie di corse giornaliere, deve resistere su un mercato dominato da un privato, la Moby di Vincenzo Onorato, e da una compagnia pubblica, Toremar, destinata ad essere acquisita, stando agli atti della gara di privatizzazione, proprio da Moby. Il presidente di Finsea, Luigi Negri, aveva dichiarato alla stampa che l'affare Blu Navy era «un progetto interessante ma fondato su un business plan imperfetto», per rimediare al quale la compagnia cerca ora «un operatore più esperto di noi nel settore che saprà riportare l'azienda sul binario giusto». Come probabili partner erano stati suggeriti Corsica Sardinia Ferries e Toscana di Navigazione ma Blu Navy smentisce entrambe le ipotesi e continua a lavorare per il rafforzamento della società anche su un altro fronte: effettuare corse straordinarie durante tutto il periodo estivo occupando quegli spazi portuali assegnati - tramite procedura comparativa - a Corsica Sardinia Ferries ma che la compagnia di Pascal Lota non sembra intenzionata ad utilizzare, almeno per ora. La società corsa di fatto sostiene quello che Blu Navy dice da un anno: tre slot (quelli assegnati dalla Port Authority) sono pochi per far funzionare una compagnia. Ma a differenza di Lota Blu Navy ha deciso di utilizzare gli spazi portuali assegnati puntando ad ottenerni di più. Per la stagione 2011 dovrebbe riuscire a mettere insieme almeno cinque coppie di corse giornaliere. L'atteggiamento di Corsica Sardinia Ferries è tuttavia al centro di un contenzioso con la stessa Autorità portuale. «E' una posizione legittima dal punto di vista commerciale - spiegano alla Port Authority - ma non si misura con la realtà sostanziale e con la regolamentazione di questo porto. Se lo avesse fatto oggi avrebbe già in parte realizzato il suo progetto». L'Autorità portuale non ritiene ammissibile «il perdurare di critiche e censure ad una regolamentazione che nella piena responsabilità abbiamo quest'anno integrato allo scopo, perorato anche dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, di un ulteriore reperimento di disponibilità, all'esito peraltro di un qualificato lavoro di monitoraggio effettuato in questi anni e consentito proprio dall'esistenza di un sistema regolamentato».
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