Il Tirreno

INTESA SULLO SVILUPPO

Un tavolo di lavoro tra Comuni sul piano socioeconomico

Il sindaco Roberto Peria
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Il sindaco Roberto Peria

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 PORTOFERRAIO. Riparte il lavoro della Comunità del Parco sul piano di sviluppo socio economico fermo da più di cinque anni. Uno strumento attraverso il quale i Comuni possono programmare gli interventi per far sì che il Parco sia un volano per lo sviluppo, crei opportunità di lavoro e favorisca la qualificazione dell'offerta turistica. Ed è anche per questa sua importante finalità, come ribadito ieri dal presidente della Comunità, Ruggero Barbetti, che a distanza di così tanto tempo i sindaci elbani hanno il dovere di aggiornare i contenuti del piano: troppo vecchi rispetto a un mondo, ha precisato Barbetti, completamente cambiato. Un'opinione condivisa da tutti i primi cittadini che hanno stabilito il percorso da seguire per aggiornare il documento e portarlo in approvazione. A differenza di quanto proposto da Barbetti, però, non sarà un consulente esterno a riprendere in mano il piano, non subito almeno. Ma sarà un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti dei Comuni a esaminarne i contenuti e a modificarli in base alle esigenze del territorio dato che la necessità di aggiornare il piano riguarda in patricolare gli indirizzi di tipo politico che proprio le amministrazioni devono dare. L'ipotesi del gruppo di lavoro è arrivata da Roberto Peria, sindaco di Portoferraio, che ha ipotizzato anche la collaborazione con esperti del mondo dell'Università. Un suggerimento pienamente accolto dall'amministrazione di Campo e da quella di Marcina. «La partita del piano di sviluppo - ha detto Peria - deve essere giocata a questo tavolo in tempi brevi. La sensazione è che ci sia da parte di alcuni Comuni una diffidenza nei confronti di questo strumento e in questo modo si fa passare l'idea che il parco non possa essere utile per il territorio». Lo stesso Barbetti ha proposto a Peria di coordinare il tavolo di lavoro che riprenderà in mano il vecchio piano (già aggiornato al 2009 per quanto riguarda le schede tecniche grazie al lavoro predisposto dal personale interno dell'ente).  I tempi concordati prevedono una prima fase di esame del documento e ridefinizione degli indirizzi politici che durerà almeno tre mesi. Per la stesura vera e propria del piano dovrà essere valutato il successivo coinvolgimento di esperti dell'Università o di consulenti esterni.

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