Il dolore
«Trattamento con l'elicottero»
Il settore forestale farà richiesta al ministero
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PIOMBINO. La limantria mette in pericolo la vegetazione del promontorio. Ma il problema defogliazione è cominciato un po' prima. «Tre anni fa - racconta Andrea Vinci, funzionario del settore programmazione forestale della Regione Toscana - fu segnalata sul promontorio, dai cacciatori, una forte attività di bruchi. Dopo il sopralluogo col personale del progetto Meta (Monitoraggio estensivo dei boschi della Toscana a fini fitosanitari dal 2002) notammo che la situazione era allarmante per piante coperte di bruchi (ma non si trattava ancora di limantria ndr). Ma la natura aveva posto rimedio, grazie ai coleotteri predatori naturali, che oltre a mangiare le larve si nutrono di adulti e pupe». «Decidemmo - prosegue Vinci - di sottoporre a monitoraggio costante tutto il promontorio. Nell'inverno 2010 le prime segnalazioni che ci facevano presagire una presenza forte di limantria, che monitoriamo come tutti gli altri insetti defogliatori, andando a campionare le uova deposte in estate». Che fare? «Vista, durante la primavera, l'evoluzione - risponde - si è stabilito il trattamento in ambito forestale. Da ricordare che ci sono grossi notevoli problemi per procedere col mezzo aereo: ci vuole l'autorizzazione per decreto del ministero della salute, con procedure lunghissime e non esistono prodotti omologati. Dunque - sottolinea - è stato fatto un intervento localizzato da terra, concentrandosi sulle zone del promontorio dove erano stati fatti tagli della vegetazione. Qui le piante sono più deboli e se attaccate dalla limantria la ripresa del bosco può essere compromessa. Poi - ricorda - abbiamo cercato di fare il trattamento, a piedi, lungo i percorsi maggiormente frequentati dai turisti tracciando una fascia di circa 10 metri verso Buca delle Fate; lungo la vabilità abbiamo usato attrezzature antincendio, con la lancia fino a 20 metri, ma la vegetazione fitta ferma il getto». Oggi il bosco bruciato, timore del danno permanente. «L'impatto psicologico è forte. Per fortuna la limantria non è urticamente, come la processionaria - concorda - ma boschi come questo sono capaci di riprendersi anche dopo un incendio. Ce la faranno dopo una forte defogliazione: si tratta di essenze sempre verdi». Insomma il promontorio non morirà... «Lo speriamo tutti - didce ancora - Consci del fatto che l'intervento non era risolutivo, abbiamo monitorato gli effetti del trattamento e la mortalità è stata superiore al 90%. Dopo 4-5 giorni le larve sono tornate. Seguendo la situazione giorno per giorno, in settembre predisporremo quanto già fatto nel 2006 trattando 7mila ettari di bosco con l'elicottero tra le province di Firenze, Siena, Pisa e Grosseto. Cominceremo - assicura - con l'inviare al ministero la richiesta di autorizzione per il mezzo aereo, con la relativa registrazione temporanea del prodotto per il trattamento. Tutto nell'ipotesi che i dati di fine estate ci facciamo prevedere un'esposione demografica ancora maggiore per il 2012». «Intanto - conclude Vinci - i coleotteri sono arrivati e, insieme agli altri predatori, contiamo garantiscano un riequilibrio della situazione». (c.c.)
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