Il Tirreno

Il pulmino che avvera un sogno

Lorenzo Santorelli
La classe in partenza col pulmino per Firenze
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La classe in partenza col pulmino per Firenze

Scolari portati in visita al compagno ricoverato

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 RIOTORTO. Questa volta non ha donato globuli rossi e piastrine ma un pullman. Eppure grazie a questo gesto, l'Avis di Gavorrano-Scarlino, l'associazione volontari italiani sangue, ha permesso ad un bambino di Riotorto, ricoverato all'ospedale Meyer di Firenze, di sentirsi meno solo. Almeno per un pomeriggio. Il calvario di questo piccolo, che non ha ancora compiuto nove anni, comincia con una normalissima caduta. Per un mese sia i genitori sia gli insegnanti lo vedono zoppicare.  Ma non sospettano niente di grave. Invece quella che sembrava una semplice sbucciatura a un ginocchio, si trasforma inaspettatamente in un'infezione che attecchisce il sistema scheletrico del piccoli.  Smette improvvisamente di camminare e viene ricoverato d'urgenza al Meyer. Da metà aprile il bambino vive attaccato a una flebo per venti ore al giorno. E così i compagni di classe, che frequentano la terza della scuola primaria di Riotorto, hanno espresso il desiderio di andarlo a trovare a Firenze, desiderio esaudito per l'interessamento dell'Avis gavorranese che, in questi giorni, ha ricevuto dai bambini una lettera di ringraziamento.  «Tutto è nato per caso, in classe, quando alla spicciolata avevamo raccolto dei disegni e delle lettere destinate al nostro compagno assente», scrivono nella lettera i bambini della scuola di Riotorto. L'idea, che di lì a poco si sarebbe trasformata in un progetto da realizzare, è quella di «andare da lui, portargli tutti quei regali personalmente per dimostrargli quanto ci manca e quanto lo pensiamo», si legge ancora nella lettera.  Tutto è pronto, «siamo bambini - si legge - e non ci manca certo l'entusiasmo. Quello che invece non si trova è il mezzo... Chi ci accompagna?». Così la maestra decide di chiamare l'Avis di Gavorrano-Scarlino. E loro «non si limitano a darci una mano, fanno molto di più - prosegue il racconto degli alunni - Mettono a disposizione un pullman da nove posti per ospitare compagni e maestre».  Grazie al signor Orlando Maestripieri che «non per caso - confidano - ma per scelta si offre volontario come autista pronto a realizzare un desiderio di bambini per un bambino, il pomeriggio di lunedì 23 maggio siamo partiti, diretti al Meyer dal nostro amico, che ci stava aspettando. Tutto è finito bene come nelle fiabe. Grazie Avis, grazie per questo piccolo, grande gesto di generosità che ha fatto stare bene tutti e ci ha fatto sentire più buoni. Firmato la classe terza».  Domani è prevista una risonanza magnetica. Se dovesse dare esito positivo, il bambino verrà dimesso e finalmente potrà riabbracciare i compagni di classe.

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