Il Tirreno

Deve vivere in un camper e rischia di perdere l'affidamento dei figli

Mauro Gianfaldoni all’interno del suo camper dopo aver lasciato l’appartamento umido dove viveva
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Mauro Gianfaldoni all’interno del suo camper dopo aver lasciato l’appartamento umido dove viveva

Costretto a lasciare un appartamento pieno d'umidità Moglie e ragazzini sistemati per ora in Romania

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PIOMBINO. Una vicenda amara, quella che vede protagonista la famiglia di Mauro Gianfaldoni. Nel timore di perdere l'affidamento dei figli, due maschietti di 5 anni e 3 anni e mezzo, li ha accompagnati in Romania insieme alla moglie, di origini romene. «Eppure, basterebbe un alloggio e potrei riabbracciarli», commenta l'uomo che oggi esporrà il suo caso all'assessore alle politiche sociali, Anna Tempestini. «Chiederò un appartamento di quelli destinati alle urgenze. Non posso vivere senza i miei cari». La storia è iniziata quando Gianfaldoni, sessantenne imbianchino, noto per la sua attività di arbitro Uisp, ha pensato che, con la stagione buona, avrebbe potuto lasciare l'appartamento malsano di Montegemoli e trascorrere un periodo in camper.  «Nella nostra casa, in alcuni punti l'acqua affiora dal pavimento, non faccio in tempo a togliere la muffa che riaffiora, insieme a insetti vari e scarafaggi. E con i bimbi piccoli non si possono usare tanti repellenti», racconta l'uomo, residente anagraficamente nell'alloggio dai primi di maggio mentre il rapporto di affitto (quattrocento euro al mese) è antecedente di diversi mesi «Anche se al nero», dichiara Gianfaldoni, sostenendo che quando ha ottenuto la residenza, i proprietari sono andati in Comune e con un'autocertificazione hanno dichiarato l'appartamento vuoto.  «Quando la stagione lo ha permesso - prosegue il racconto - abbiamo pensato di trascorrere un periodo in camper. Alcuni vigili urbani lo hanno notato e ci hanno spiegato che avrebbero dovuto segnalare la cosa ai servizi sociali».  E' lì che è scattata la paura della revoca dell'affidamento. «Con mia moglie - dice anroa Gianfaldoni - abbiamo pensato che sarebbe stato meglio allontanare i bimbi. E così, su due piedi, abbiamo preso il camper e fatto i 1.500 chilometri che ci seperavano dai suoi genitori». In tre giorni, Gianfaldoni è andato in Romania e ritornato da solo per continuare a lavorare e mantenere i suoi bimbi a casa dei nonni. Perchè lì la situazione non è delle migliori. «Chiedo mi sia data la possibilità di riportare i bimbi nel loro ambiente, nel loro asilo. Basterebbe un alloggio anche da sistemare. E' il mio lavoro», chiude Gianfaldoni.

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