Sicurezza
«Coleotteri, uccelli e topi penseranno a riequilibrare»
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PIOMBINO. Eppure qualcuna di queste farfalle così poco gradite c'è chi la sta allevando, per studio. È Ennio Colli, presidente dell'associazione Microcosmo (gestisce il centro di entomologia): «Campioni - dice - per farli vedere ai visitatori. Il comportamento della limantria è di qualunque bruco che segue l'iter della farfalla. I bruchi sono quasi tutti dei defogliatori». «La limantria ha delle ciclicità, di 5-10 anni, di massimo sviluppo della popolazione - spiega - legato spesso a fattori climatici come l'aumento della temperatura o grande siccità. Magari anche in concomitanza con la carenza di predatori naturali come i coleotteri o il cuculo che mangia le larve, o la cincia le uova, ma anche topi ragni, lucertole, rettili». «Generalmente - aggiunge Colli - l'attacco comincia ai margini ded bosco. Poi, nella fase giovanile, grazie alla notevole pelosità che li rende aerodinamici - per fortuna non urticanti - questi bruchi si spostano grazie al vento, aumentando la distribuzione sul territorio. Attaccano le querce ma è dimostrato che si possono nutrire di 400 specie diverse». «Ma queste esplosioni - assicura - aumentano comunque i predatori naturali rendendo più fragili le piante giovani che non sopporterebbero una seconda defogliazione a breve. Il settore programmazione forestale della Regione dovrà verificare soprattutto cosa accadrà il prossimo anno». «4 ovature (deposizioni di uova, migliaia nel totale) all'interno di una pianta, non potranno essere sottovalutate. Le grosse defogliazioni sono cicatrici enormi, tollerabili una volta; importante essere pronti per il 2012. Al di là dei trattamenti a base di bacillus thuringensis, si potrebbe prevedere un'introduzione di antagonisti come piccole vespe o altri insetti predatori che mettano le uova all'interno delle larve e uccidano i bruchi prima che formino la crisalide. Bene anche trappole a ferormoni per maschi, per meno fecondazioni». (c.c.)
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