Il Tirreno

Non sanno ballare, cacciati dalla sala

Paolo Federighi
Lo spettacolo del Gruppo equestre (a sinistra) e l’inaugurazione della Cittadella delle associazioni
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Lo spettacolo del Gruppo equestre (a sinistra) e l’inaugurazione della Cittadella delle associazioni

Lite nella notte alla Cittadella delle associazioni

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 SAN VINCENZO. Sabato, ore 1,30 di notte. Dopo lo spettacolo "Non solo cavalli" - seguito da tantissimi spettatori - i componenti del Gruppo equestre sanvincenzino cenano e, per festeggiare il successo della serata, decidono di andare a ballare alla vicina Cittadella delle associazioni. Ma accade ciò che non ti aspetti. «Eravamo una ventina - dice Elisabetta Bartalini, del Gruppo equestre - giovani, di mezza età e anziani. Non c'era nessuno alla cassa e siamo entrati, anche se avremmo pagato in qualsiasi momento. C'erano poche persone. In pista, ci divertivamo della nostra goffaggine nel ballo. Di colpo - prosegue - si è avvicinato a noi il responsabile della sala, Luciano Quaglierini dell'associazione Comunque giovani, ci ha detto che disturbavamo perché non sapevamo ballare, e ci ha fatto uscire. Abbiamo chiesto il motivo, ma lui diceva di non volerci più intorno. Siamo usciti - conclude - e lì c'è stato uno scambio di offese».  Luciano Quaglierini dà una versione diversa: «Ero in riunione - spiega - quando mi hanno chiamato in sala dicendomi che c'erano persone che disturbavano. Erano 30 o 35 soci del Gruppo equestre, fra cui anche due bambini che sono andati sopra, in galleria. Alcuni saltellavano in pista e gli altri ridevano e applaudivano. Ho chiesto loro di non fare confusione, e mi hanno spintonato. Ho deciso di farli uscire - prosegue - Poi qualcuno è rientrato offendendomi e spintonandomi. Tra l'altro non sapevano assolutamente ballare, e in piste del genere la gente deve saper ballare almeno un po'».  Mario Lera, 60 anni, del Gruppo equestre, dà un'altra versione ancora. «Ballavamo tranquilli - racconta - allegri e divertiti, senza dare noia. Quaglierini si è avvicinato ed ha detto a tutti di uscire perché disturbavamo e non sapevamo ballare. La situazione - prosegue - è stata gestita con arroganza. Alcuni dei suoi compagni sono andati a redarguirlo per come si era comportato con noi, e le persone rimaste in sala erano dalla nostra parte. Ammetto - conclude - che anche noi potevamo evitare di offendere, ma ormai la reazione era difficile da controllare».  Luciano Mannucci, presidente di Comunque giovani, è intervenuto per calmare gli animi. «Quelli del Gruppo equestre - aggiunge - sono entrati in sala in modo troppo baldanzoso, ballando in maniera forsennata. Stavo parlando con un imprenditore - sottolinea - quando Quaglierini mi ha chiamato. Alcuni avevano alzato le mani contro di lui». Massimo Grandi, presidente del Gruppo equestre, si limita a dire: «Non si sono certo comportati bene con noi».

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