Il Tirreno

Nuovi confini e aree marine protette

Ruggero Barbetti
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Ruggero Barbetti

Il Parco secondo Barbetti: caccia consentita anche nelle aree contigue

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 CAPOLIVERI. Più aree protette a mare, meno a terra, concedendo qualche spazio aggiuntivo alla caccia e sbloccando, per le strutture ricettive dentro il Parco, gli interventi di riqualificazione sui servizi. Dopo più di un anno domani torna a riunirsi la Comunità del Parco e l'incontro promette di portare una ventata di novità nel dibattito politico sul futuro delle aree protette. Quasi un programma di mandato, quello che traccerà il presidente della Comunità, ex commissario dell'ente e sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, che cade a poca distanza dal rinnovo della presidenza oggi affidata a Mario Tozzi. Anche di questo Barbetti intrende parlare. «Credo che la Comunità - afferma - non potrà essere un soggetto passivo nella nomina della presidenza. In uno dei prossimi incontri tracceremo un'ipotetico identikit». Per il sindaco non è fondamentale che si tratti di un elbano: deve però essere una figura «strettamente legata all'Elba con capacità amministrative e politiche», quello che secondo Barbetti e altri non è stato Tozzi. «Andremo poi a sollevare il problema - continua Barbetti - dell'inevitabile aggiornamento del Piano di sviluppo socio economico del Parco. In sette anni le cose sono cambiate e occorrono modifiche che diano prospettiva al piano rispetto alle esigenze del territorio. La presenza di aree protette va integrata con la principale azienda dell'isola: il turismo, con l'obiettivo del miglioramento della qualità dell'offerta». In questa direzione va anche il piano Ecoturismo che dovrà essere predisposto in sede di consiglio direttivo «e sul quale la Comunità - spiega - dovrà esprimere le proprie indicazioni. Sono convinto che le aziende ricettive all'interno dell'area protetta debbano avere la possibilità di adeguarsi in termini di servizi e mi riferisco, fatta salva la ricettività, alla realizzazione di ristoranti, spa e così via, ovviamente ponendo grande attenzione agli aspetti ambientali».  Strettamente legati tra loro altri due temi che Barbetti intende affrontare. Da una parte l'istituzione dell'area marina protetta «perché - afferma - le nostre spiagge e le nostre coste hanno bisogno di protezione, ma non solo in senso scientifico. Dobbiamo proteggere la balneazione. Penso a Fetovaia di fronte alla quale sostano inopportunamente un'infinità di barche. E lo stesso si può dire della Biodola o di Procchio». Dall'altra il secondo storico cavallo di battaglia di Barbetti: la revisione dei confini del Parco. «Invito tutti i Comuni - afferma - a cominciare a pensare alla riperimetrazione che dovrà essere messa a punto insieme a Parco e Regione allo scopo di andare a istituire aree contigue dove possa essere ammessa anche la caccia finalizzata a contrastare il problema del proliferare degli ungulati. Rivendendo i confini sarà possibile andare davvero alla valorizzazione di aree di straordinaria importanza come il Calamita o il Capanne entrando nelle quali si capisce davvero di essere in un Parco».

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