Il Tirreno

Le proteste di residenti e pendolari e qualche vacanziere decide di traghettare la macchina in anticipo

Arrivano i turisti e gli elbani vanno a piedi

Auto in attesa di imbarco in porto a Piombino
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Auto in attesa di imbarco in porto a Piombino

Oggi il maxi controesodo: tante corse speciali ma posti esauriti da venerdì

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 PORTOFERRAIO. L'altra faccia della medaglia. Se le presenze all'Elba in questo lungo weekend di inizio giugno sono andate ben oltre le più rosee aspettative, il controesodo si preannuncia caotico. Oggi sarà una giornata di code, navi piene e polemiche da parte, anzitutto, di pendolari e residenti che sono stati e a quanto pare saranno costretti a muoversi a piedi.  Le previsioni segnalano tempeste in arrivo. Intanto ci sono i turisti, almeno 30mila arrivi secondo le prime stime, che sbarcati alla spicciolata concentreranno le partenze per il ritorno a casa tutte nella giornata di oggi.  Da venerdì scorso non c'è più un posto libero a bordo dei traghetti per imbarcarsi con l'auto. L'unica possibilità ancora disponibile fino al primo pomeriggio di ieri era la nave Toremar delle 5,10 del mattino. In caso contrario per raggiungere il continente sarà obbligatorio lasciare all'Elba i mezzi a motore. E tutto questo nonostante le corse straordinarie già previste da Moby e Blu Navy ed il fatto che Toremar sia riuscita a mettere a disposizione una nave sostitutiva al posto dell'Oglasa guasta.  La parola d'ordine per tutte le compagnie è organizzarsi in modo tale da non lasciare a piedi nessuno tanto che la stessa Toremar è pronta a impiegare sulla tratta Piombino-Elba (almeno per una parte della giornata) la nave Liburna che fa servizio tra Livorno e Capraia (e che a Capraia resta ferma sei ore tra una corsa e l'altra).  Per evitare di restare sull'isola c'è comunque chi, ieri mattina, ha deciso di approfittare delle navi semivuote per trasferire l'auto a Piombino, lasciarla lì parcheggiata, tornare all'Elba, finire le vacanze con la famiglia e ripartire a piedi quest'oggi.  Un via vai - ma in senso contrario - al quale sono stati costretti, tra mercoledì sera e giovedì, anche molti residenti elbani. Nonostante l'annunciato esodo decine e decine di elbani non hanno prenotato il traghetto per fare ritorno a casa e, una volta arrivati in porto a Piombino, si sono visti costretti a lasciare l'auto in continente. E' accaduto ad esempio ad una signora elbana che mercoledì sera si è vista negare la possibilità di imbarcare la propria auto perché non c'era più posto. «Ci fa rabbia sapere con certezza - racconta Anna Girardi - che pagando il prezzo pieno, ai turisti è stato concesso di venire sull'isola e noi che paghiamo una tariffa da residenti siamo stati completamente ignorati. Perché noi che viviamo sull'isola e paghiamo le tasse e manteniamo le compagnie per tutto l'inverno dobbiamo subire questo trattamento?». La signora, che viaggiava insieme alla famiglia, non ha potuto far altro che tornare a casa a piedi. E stato il marito, il giorno successivo, a dover andare a recuperare l'auto lasciata a Piombino perdendo un giorno di lavoro. «I carabinieri ci dicono che loro (le compagnie, ndr) hanno la facoltà di imbarcare chi vogliono, la legge è dalla loro parte - continua Girardi - ma questo non toglie che sia vergognoso. Noi viviamo sull'isola e dovremmo avere la priorità ed il diritto di tornare a casa nostra». In effetti nessuna delle compagnie di linea ha mai riservato posti per i residenti sulle navi. Gli unici spazi dedicati sono quelli per le ambulanze o per le forze dell'ordine in caso di emergenza. Ma a chi vive all'Elba il diritto alla mobilità non viene assicurato in questo modo, e ciò significa che - in caso di afflussi straordinari come per il ponte del 2 giugno - può non essere assicurato affatto. Non solo. Se mercoledì e giovedì è andata male a chi voleva rientrare a casa oggi e domani probabilmente capiterà lo stesso agli elbani che devono raggiungere il continente per motivi di studio, lavoro o salute.

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