Italia
Lucchini, ferie forzate ai lavoratori del pontile
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Ai pontili Lucchini non ci sono navi in arrivo e l'azienda sta ricorrendo alle ferie forzate dando soltanto un minimo di prevviso ai lavoratori. E' accaduto così che alcuni operai degli impianti marittimi si sono presentati giovedì alla portineria dello stabilimento e hanno trovato il loro cartellino bloccato. Secondo fonti aziendali, il ricorso alle ferie era stato comunicato ai lavoratori 24 prima, ma tra gli operai rimasti a casa c'è chi è pronto a sostenere di aver trovato alle 15 di mercoledì sul cellulare le tracce di una chiamata dell'azienda.
Il mattino successivo si è presentato al lavoro ma ha trovato il cartellino disattivato. Stanno arrivando meno navi, è la spiegazione della Lucchini, e le materie prime sono perlopiù stoccate, quindi non ci sarebbero ripercussioni sui reparti a produzione. Ma agli impianti marittimi il personale viene messo, d'ufficio, in ferie a rotazione. Quando non ci sono navi resterebbero solo gli addetti alla manutenzione su circa cento dipendenti. Di certo quel che sta accadendo agli impianti marittimi è un altro campanello dall'allarme sulla situazione della fabbrica. A compliacare le cose la notizia che due fondi di investimento inglesi avrebbero acquistato il 50% del credito vantato dalla SocGem e ora si starebbero mettendo di traverso nel raggiungimento dell'accordo con le banche sulla ristrutturazione del debito di 770 milioni accumulato dal Gruppo Lucchini.
Il mattino successivo si è presentato al lavoro ma ha trovato il cartellino disattivato. Stanno arrivando meno navi, è la spiegazione della Lucchini, e le materie prime sono perlopiù stoccate, quindi non ci sarebbero ripercussioni sui reparti a produzione. Ma agli impianti marittimi il personale viene messo, d'ufficio, in ferie a rotazione. Quando non ci sono navi resterebbero solo gli addetti alla manutenzione su circa cento dipendenti. Di certo quel che sta accadendo agli impianti marittimi è un altro campanello dall'allarme sulla situazione della fabbrica. A compliacare le cose la notizia che due fondi di investimento inglesi avrebbero acquistato il 50% del credito vantato dalla SocGem e ora si starebbero mettendo di traverso nel raggiungimento dell'accordo con le banche sulla ristrutturazione del debito di 770 milioni accumulato dal Gruppo Lucchini.
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