Il Tirreno

Incendio doloso alle vasche di colmata

Nicola Stefanini
Le vasche di colmata in costruzione sul porto di Piombino
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Le vasche di colmata in costruzione sul porto di Piombino

Episodio dal movente oscuro nel cantiere per le nuove banchine del porto

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 PIOMBINO. Fiamme nella notte di ieri sul porto, nella zona in cui sono in costruzione le vasche di colmata per ampliare le banchine. Un episodio ancora oscuro e al tempo stesso preoccupante, perché sembra ormai certo che l'origine dell'incendio - che ha distrutto una vasta porzione dell'impermeabilizzazione di una delle vasche - sia di origine dolosa. Insomma, un atto di sabotaggio in piena regola sulle cui motivazioni ci si sta ancora interrogando.  La notizia, trapelata da fonti confidenziali, è confermata, pur con estrema parsimonia di particolari, sia dall'Autorità portuale che dalla polizia. Il fuoco, appiccato utilizzando una qualche sostanza combustibile, ha attaccato sia una passerella galleggiante sul diametro di una della vasche e utilizzata per la stesura dei teli impermeabilizzanti, sia alcune confezioni del materiale plastico stoccate nelle vicinanze pronte ad essere utilizzate per proseguire i lavori di rivestimento. A notare le fiamme è stato un vigile del fuoco del gruppo che opera all'interno della Lucchini, che ha poi allertato i colleghi di stanza in città. L'intervento è stato rapido e le fiamme sono state presto circoscritte.  L'incendio, secondo una prima stima fatta dall'Autorità portuale, titolare dei lavori affidati a una ditta esterna, avrebbe provocato danni per oltre diecimila euro. E il lavoro in corso andrà rifatto.  Data per certa la natura dolosa, resta un mistero il movente del gesto. La zona in cui sono in costruzione le vasche di colmata non può essere raggiunta facilmente. Da terra bisognerebbe superare le recinzioni del perimetro della fabbrica Lucchini. Altrimenti si può arrivare alle vasche via mare, operazione anche questa non semplice. Insomma, impossibile pensare all'azione di qualche teppistello che non sapeva come ravvivare la serata; chi è andato fin là per appiccare il fuoco doveva essere mosso da motivazioni precise.  Ed è proprio sul movente che stanno lavorando gli inqurenti, che non tralasciano alcuna pista, da quella di un qualche retroscena legato all'attività della ditta che esegue i lavori, fino all'ipotesi di una sorta di attentato: le vasche sono quelle che dovevano ricevere i contestati fanghi di Bagnoli.

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