Il lutto
Allarme bruchi a Baratti L'invasione degli insetti ora inizia a preoccupare
Cecilia Cecchi
◗
È lotta alla limantria che già allo stato larvale rappresenta un pericolo per le foreste ed è presente sul promontorio e nel bosco da Populonia a Baratti 3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. L'affollamento di bachi sotto la pineta di Baratti (nella foto in basso), a ridosso del sempre frequantatissimo pratone, ha fatto temere il peggio ai tanti turisti presenti in questi giorni: sia perché potevano essere le urticanti processionarie, oppure insetti che mettevano a serio rischio la stessa macchia mediterranea (è il caso della temibile e già combattuta limantria). A più voci, come si assiste "all'invasione" di qualunque tipo di insetto dalle zanzare di stagione, ai micro ragni rossi, a ogni piccolo animale inatteso, i cittadini chiedono interventi radicali di disinfestazione. È successo ieri pomeriggio ai giochini di Salivoli dove, sotto le poche piante da ombra rimaste (eppure se ne solleciterebbero altre...), blulicavano minuscoli parassiti verdi, sembra del tutto normali, ma che creavano disagio. Qual'è la situazione. Processionarie. In città, ad occuparsene è il servizio aree pubbliche del Comune. Gli interventi, di tipo preventivo, vengono fatti a ottobre/novembre, con delle iniezioni negli alberi, per prevenire la formazione delle larve. Vengono fatti sui pini all'interno dei plessi scolastici, nei parchi urbani, nelle vie urbane, sempre dove ci sono i pini. Baratti. Come si esce dal limite cittadino, il caso dei boschi è la Regione, tramite la Provincia. Spiega l'assessore alle aree protette da Palazzo granducale, Simena Bisti: «La programmazione forestale, la lotta e la difesa fitosanitaria è della Regione, che, attraverso protocolli, indica alla Provincia come procedere. Dalla Regione viene anche il sostegno economico - aggiunge Bisti - Siamo stati informati della situazione del promontorio e sul posto, in questi giorni, c'erano tecnici a monitorare. È stata verificata la presenza di questi bachi che però non sono più urticanti - assicura - oltre tutto la fase acuta dovrebbe essere al termine e quindi presto diventeranno crisalidi». Cosa fare. Per l'assessore Bisti si tratta «di un fenomeno naturale, che si è sviluppato forse in modo più accentuato per le condizioni climatiche. Interventi? - ricorda - Ne sono già stati fatti in tutta la zona, anche dove non era possibile arrivare coi mezzi, i nostri operai hanno sparso gli appositi prodotti, a piedi, sui sentieri del parco. Adesso, a risolvere la situazione, saranno "i cacciatori naturali" cioè altri insetti simili ai coleotteri, che al momento non ci sono. In ogni caso questi bruchi, visivamente spiacevoli, non danneggiano le piante». Massicce invasioni. Interviene Paolo Maria Politi referente Wwf per la Val di Cornia: «Queste proliferazioni - spiega - sono spesso legate a fenomeni atmosferici e climatici come piogge consistenti durante l'inverno, alte temperature primaverili. Nessun allarme in termini "epidemiologici". Interventi con il "flit" o altre amenità farmacologiche o con bacilli di varia provenienza non porteranno ad alcun risultato. Interventi con mezzi aerei e massicce somministrazioni di insetticidi biologici (bacillus thuringinensis o di altro ceppo analogo) sarebbero molto costosi e fortemente impattanti nei confronti di tutta la micro fauna insettivora, anche quella "buona" - conferma il referente Wwf - La Provincia è competente in materia di forestazione, ma credo che un fenomeno così cospicuo non può essere affrontato con rimedi efficaci. L'allarme, a mio giudizio, è riferito, soprattutto, dal mondo venatorio, alla futura mancata produzione di ghianda che andrà a compromettere la popolazione stanziale di cinghiale che rappresenta l'interesse preminente di una parte dei cacciatori che frequentano il promontorio di Piombino. Ci sono poi i cacciatori ai colombacci che nel prossimo autunno rischiano di non abbattere niente dal momento che gli stormi in transito non si "rimetteranno" nei boschi del promontoio per mancanza di ghianda...». Più corretto lasciare alla natura il compito di regolarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
