Sicurezza
Il direttore sanitario di Villamarina è accusato di non saper gestire adeguatamente l’area chirurgica
Uil e Cgil chiedono le dimissioni di Galli
«Poca flessibilità nell'organizzazione e troppi ricoveri impropri»
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PIOMBINO. La traduzione dal linguaggio sindacale lo dice chiaro. La Cgil e la Uil funzione pubblica, con il segretario Paolo Camelli, chiedono le dimissioni del direttore sanitario, Irio Galli. «L'ospedale Villamarina - afferma il sindacalista - deve avere una dirigenza adeguata ai suoi compiti assistenziali. L'attuale non è all'altezza. Un bravo chirurgo o un clinico possono essere un pessimo dirigente organizzativo. L'azienda provveda». E' la gestione dell'area chirurgica nel mirino della Uil e della Cgil. Lì, l'accordo prevede 29 posti per interventi con ricoveri per 7/8 giorni, e 19 per interventi che ne richiedono uno o due. In totale 46 posti che, per i due sindacati, dovrebbero rispondere alle richieste delle diverse specialistiche. I letti previsti consentirebbero un tasso di occupazione variabile da un minimo di 34 ad un massimo di 42 pazienti. In maggio il tasso medio è stato di 34 con punte minime di 22 e massime di 51. L'interpretazione dei sindacati è che esistono ulteriori margini di sviluppo, attivabili con più flessibilità. «Che però non c'è. L'organizzazione è rigidamente uguale con 22 e con 51 presenze e ciò crea pressioni su infermieri e oss», sottolinea il sindacalista. Che molto ha da dire anche sull'appropriatezza dei ricoveri. Un primo standard di efficienza dice che l'area chirurgica non dovrebbe superare i 7-8 giorni di degenza mentre a Villamarina siamo a circa 15 i «con pesanti danni all'attività complessiva delle specialistiche minori come otorino,oculistica,urologia che non possono incrementare la loro attività». In altri termini i posti letto disponibili non verrebbero utilizzati in modo appropriato ed efficiente. E questo penalizzerebbe la Val di Cornia dove la popolazione ha bisogno in prevalenza di interventi chirurgici legati alla traumatologia e alle patologie dell'anziano. Un altro dato che porterebbe alla bocciatura di Galli è legato all'incapacità di selezionare i ricoveri evitando quelli legati alla casistica clinica. Finirebbero impropriamente in chirurgia il 30%. «In un sistema basato sull' intensità di cura questo equivale a negare assistenza ad altri che spesso si trovano a dover essere sistemati in altri reparti dove non viene erogata l'assistenza propria di un area chirurgica». Insomma, per Uil e Cgil i dati dicono che Villamarina non è coerente con gli obiettivi della riorganizzazione. «Questo - prosegue Camelli - ci preoccupa perché non esistono risorse da sprecare e perché queste inefficienze espongono ad ulteriori ridimensionamenti». V.P.
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