Il dolore
Tra le due aziende per il momento solo intese commerciali e studi per migliorare la rete distributiva
Fusioni tra Coop? «Non se ne parla»
Giorgio Pasquinucci
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Paolo Bertini e la sede Unicoop di Vignale Riotorto Vignale e Firenze smentiscono qualsiasi ipotesi di accorpamento
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PIOMBINO. L'ipotesi di una fusione, o ancor peggio di una incorporazione dell'Unicoop Tirreno da parte dell'Unicoop Firenze, ha ieri mattina messo in agitazione i dipendenti degli uffici di Vignale. Un fulmine a ciel sereno? No una voce che circolava e che nessuno sa dire esattamente - tra i dirigenti Coop - come si sia creata. La prima "tranquillizzante" smentita è arrivata in tutti gli uffici attraverso "Intranet", il circuito interno di comunicazione. Una nota che oltre a smentire l'ipotesi di fusione precisava lo stato di rapporti di collaborazione tra le Coop. Più tardi ci ha pensato Unicoop Firenze: «Intediamo smentire nella maniera più assoluta che tali ipotesi siano state oggetto di un confronto tra le due cooperative e ribadiamo che tale prospettiva non rientra nella volontà comune, perché vi è convinzione reciproca che il presidio e la vicinanza al territorio rappresentino fattori di successo da preservare gelosamente. Proseguiranno invece i rapporti di collaborazione, che nascono da un clima consolidato di reciproca fiducia e rispetto». Gli stessi concetti nelle dichiarazioni di Paolo Bertini, responsabile delle relazioni esterne di Unicoop Tirreno: «La fusione non è, e non è mai stata, in discussione». Che la voce circolasse da tempo non lo si nega. «Ci sono rapporti storici con l'Unicoop Firenze. Ma se negli ultimi anni la collaborazione si è fatta più intensa - spiega Bertini - è proprio perché sono stati chiariti questi aspetti preventivi». Di fatto le due Coop stanno facendo affari insieme. «Ad Arenaccia, in Provincia di Napoli - spiega ancora Bertini - Unicoop Firenze ha acquistato un immobile che noi gestiremo pagando un affitto. La stessa cosa la faremo a Santa Maria Capua a Vetere. Insieme abbiamo anche acquistato le aree commerciali nella vicinanze del nostro negozio a "La Rosa" di Livorno». Le due Coop stanno inoltre studiando e sperimentando insieme una nuova politica sulla linea commerciale. Il confronto, anche sugli aspetti gestionali e di bilancio è ovviamente continuo. Anche nell'analisi dei costi centrali, Unicoop Firenze, insieme alla Coop Estense, è state presa a riferimento per impostare una politica di riorganizzazione del lavoro. Le primi voci sulla ipotesi di fusione potrebbero essere partite da queste intese, trovanto certo un fertile terreno nella situazione finanziaria. Unicoop Tirreno si appresta infatti a presentare ai soci il terzo bilancio consecutivo in rosso, dopo i 20 milioni persi nel 2008 e i 24 del 2009. Sulla sua rete distributiva pesano negativamente gli Iper della Campania. In più c'è il peso dei costi centrali, che nel bilancio della Coop fiorentina incidono per il 2%, mentre diventano il 4% per Unicoop Tirreno. Da qui il piano di razionalizzazione degli organici e di recupero di efficienza che in questa settimante l'azienda ha illustrato ai sindacati: 82 esuberi, di cui 74 nella sede di Vignale e 8 in quella di Terni. Anche la decisione di affrontare di petto il problema può aver indotto ad alimentare le voci della fusione. Un'ipotesi, tuttavia, a cui non dà credito neppure il sindacato. «Sono abbastanza tranquillo che non sia all'ordine del giorno», sostiene Franco Franceschini, responsabile della Filcams-Cgil. «Stiamo avviando una trattativa nel tentativo di trovare un accordo proprio per evitare che si affaccino ipotesi di questo genere. Per Piombino sarebbe un disastro, molte funzioni verrebbero accentrate, il personale ridimensionato e trasferito». Sugli esuberi prosegue dunque la strada del confronto. I sindacati, dopo aver convocato nei giorni scorsi l'assemblea del personale, hanno chiesto di verificare ufficio per ufficio il numero degli esuberi. Si entrerà nel concreto mercoledì prossimo.
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