Italia
Carcere, al lavoro per salvare la scuola
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Il carcere di Porto Azzurro Intanto arriva la conferma: si farà il corso serale al Cerboni
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PORTOFERRAIO. Salvato in extremis il corso serale per adulti all'Itcg Cerboni. E nel quadro giudicato da molti sempre più desolante per i tagli al personale, le classi sempre più numerose e le risorse sempre più contenute forse si apre uno spiraglio per la sezione carceraria del Foresi. Il salvataggio del corso per adulti al Cerboni, annunciato dall'assessore portoferraiese Jessika Muti, è stato possibile grazie all'arrivo - nell'ultimo giorno utile - delle iscrizioni mancanti. Mentre il rischio di privare i detenuti di Porto Azzurro anche dell'unica occasione di formazione rimasta, quella legata alla scuola, sembra scongiurato sulla base del numero dei carcerati interesstai a iscriversi. Occorre ancora aspettare che l'istituto penitenziario comunichi all'ufficio scolastico provinciale il numero esatto degli iscritti e verificare che siano sufficienti ad autorizzare la formazione di almeno una classe. Ma se le condizioni ci saranno da parte della dirigente dell'ex provveditorato, Elisa Amato, non c'è alcuna intenzione di non concedere ai detenuti la possibilità di studiare. Il caso era stato sollevato in occasione di un convegno organizzato dall'associazione di volontari del carcere Dialogo. La presidente dell'associazione, Licia Baldi, aveva sottolineato la gravità della cancellazione della scuola per i detenuti. Un appello al quale si sono aggiunte la preoccupazione e la contrarietà rispetto alla chiusura di numerosi insegnanti e dei rappresentanti sindacali di Cosab scuola e Unicobas dell'Isis Foresi che contro la chiusura hanno chiesto la mobilitazione non solo del mondo della scuola ma dell'intera società, a partire dalle amministrazioni locali. I sindacati sono pronti a battersi «perché i tagli della sezione carceraria vengano scongiurati ed un'esperinza così significativa continui ad andare avanti». Di fronte a questo allarme sono arrivate le rassicurazioni della dottoressa Amato. «Stiamo facendo delle verifiche con la direzione carceraria - spiega la dirigente - sul numero effettivo degli iscritti in presenza dei quali non vedo alcuna difficoltà ad istituire la classe. Da parte mia c'è la massima disponibilità a investire su una realtà così importante come la scuola in carcere che ha il compito fondamentale di fornire istruzione a persone detenute».
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