Il Tirreno

«Ok alla gara unica sul trasporto regionale»

Massimo Roncucci
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Massimo Roncucci

Un coro dai protagonisti del settore. Il futuro è l'integrazione gomma-rotaie

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 PIOMBINO. Ben venga la gara unica sul trasporto regionale, come strumento per assorbire i tagli governativi e restare competitivi. Questo il punto principale affrontato venerdì al Castello nel meeting sulla mobilità, alla presenza dei maggiori rappresentanti del settore in Toscana. La prospettiva della gara unica è stata accolta da tutti i partecipanti all'incontro, nonostante alcune differenze di fondo.  Favorevole anche Massimo Roncucci, presidente Tiemme, che tuttavia evidenzia alcune perplessità sui metodi di impiego: «Stiamo vivendo una situazione difficilissima, e il futuro è ancora più incerto. Se vogliamo rispettare il diritto alla mobilità, di fronte alle carenze di risorse, dobbiamo ottimizzare quanto già abbiamo. Condivido la linea della gara unica, ma attenti a non enfatizzare l'idea, ricordando che è lo strumento non l'obiettivo». Roncucci, pur convinto della necessità di un'impostazione più strutturata, ne critica l'imposizione per normativa, quando sarebbe auspicabile una scelta volontaria delle imprese. «In ogni caso le società toscane si stanno attrezzando - spiega - Restare fermi vorrebbe dire essere spazzati via».  Sprezzante nei confronti dei tagli sul trasporto è Luciano Grazzini, della Sita, recentemente scissa in due parti (centro nord e centro sud), con la Toscana confluita nelle Fs. «Bisogna avere il coraggio di abbandonare il sistema attuale - afferma Grazzini - Ogni politico parla di ambiente, ma poi puntualmente i tagli vengono applicati al trasporto pubblico. Non siamo ancora riusciti a dotarci di un sistema di modello industriale; ben vengano le gare, utili anche a rendere più efficiente il servizio».  Un apparato basato su una struttura portante del ferro e un servizio di adduzione o di integrazione laddove non c'è la ferrovia. Questa la soluzione, già avviata in Toscana, proposta da Gianluca Scarpellini, delegato regionale Trenitalia, che va oltre, individuando l'unica tattica di impresa possibile: la crescita dei volumi. «Le persone devono avvicinarsi ai nostri servizi, e questo è fattibile solo se c'è una reale collaborazione tra gomma e ferro - sostiene Scarpellini - È una ricetta semplice, ma non vedo altre opportunità».  Impegnato sulle modalità di contrastare i tagli anche Gianni Bechelli, responsabile regionale trasporto ferroviario Ratp Dev, società multinazionale che gestisce la metro parigina, oltre a essere presente in altre importanti realtà estere. «Ottimizzare le risorse, migliorarne l'efficienza, investire di più, per rendere il trasporto attraente», il rimedio proposto da Bechelli, convinto dell'esigenza di un'integrazione tra diversi modelli di mobilità.  Infine è Nello Spinelli, della Ad Minimetro, a illustrare, in un ambito più strettamente connesso alla sostenibilità ambientale il sistema di metro leggere per collegare la periferia di Perugia al proprio centro storico. 3 chilometri di percorso, effettuato in 12 minuti, con una capacità per cabina di 50 persone (3000 in un'ora). Un minuto tra una navetta e l'altra, nessun autista, trasporto a energia elettrica a inquinamento zero. «Dopo tre anni questi sono i dati: 3.300.000 passeggeri all'anno con 1.200.000 chilometri di percorrenza - spiega Spinelli - La nostra strategia si basa su tre punti: creare strutture ecosostenibili per una mobilità collettiva, portando i cittadini dai mezzi di trasporto inquinanti a quelli non inquinanti». (fra.le.)

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