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Progetto Matteo, missione di solidarietà compiuta nel Burkina Faso
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Martedì la città di Piombino e il villaggio di Gorom Gorom, Burkina Faso, esulteranno per la missione compiuta dal "Progetto Matteo". A distanza di dieci anni, infatti, il progetto di cooperazione e solidarietà internazionale di Unicoop Tirreno ha raggiunto la piena autonomia economica e gestionale, procede quindi con le sue gambe e diventa una missione compiuta.
Dedicato alla memoria del figlio di due dipendenti Coop il "Progetto Matteo" ha messo radici grazie al Movimento Shalom onlus, al Comune di Piombino e alla Pubblica Assistenza: primi soggetti coinvolti in un percorso che dal 2001 ha ricevuto il sostegno di soci, dipendenti e consiglieri di amministrazione Unicoop Tirreno, enti, associazioni, imprese pubbliche e private, fotografi, giornalisti, cittadini, medici e artisti. In un perfetto esempio di cooperazione.In dieci anni nel villaggio di Gorom Gorom (Nord Burkina Faso, ai confini col Mali) sono sorti "Casa Matteo", che ospita circa settanta bambini sostenuti a distanza tramite il Movimento Shalom; una sala parto, unico presidio ostetrico nel raggio di centinaia di chilometri dove il parto è la maggior causa di morte di donne e bambini; un dispensario farmaceutico; pozzi, orto, un recinto con animali da cortile e infine il motore propulsore, l'Hotel delle Dune, un ostello meta di cooperatori e turisti di frontiera che con l'affitto di sei camere nel Sahel riesce a coprire le spese di gestione delle altre strutture.
Dedicato alla memoria del figlio di due dipendenti Coop il "Progetto Matteo" ha messo radici grazie al Movimento Shalom onlus, al Comune di Piombino e alla Pubblica Assistenza: primi soggetti coinvolti in un percorso che dal 2001 ha ricevuto il sostegno di soci, dipendenti e consiglieri di amministrazione Unicoop Tirreno, enti, associazioni, imprese pubbliche e private, fotografi, giornalisti, cittadini, medici e artisti. In un perfetto esempio di cooperazione.In dieci anni nel villaggio di Gorom Gorom (Nord Burkina Faso, ai confini col Mali) sono sorti "Casa Matteo", che ospita circa settanta bambini sostenuti a distanza tramite il Movimento Shalom; una sala parto, unico presidio ostetrico nel raggio di centinaia di chilometri dove il parto è la maggior causa di morte di donne e bambini; un dispensario farmaceutico; pozzi, orto, un recinto con animali da cortile e infine il motore propulsore, l'Hotel delle Dune, un ostello meta di cooperatori e turisti di frontiera che con l'affitto di sei camere nel Sahel riesce a coprire le spese di gestione delle altre strutture.
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