Il Tirreno

Prima dell’incontro attesa la certificazione sulla fattibilità del piano industriale e finanziario

Crisi Lucchini, vertice al ministero

Giorgio Pasquinucci
Lo stabilimento Lucchini
◗
Lo stabilimento Lucchini

Il sottosegretario Saglia ha convocato azienda e sindacati per il 14 giugno

2 MINUTI DI LETTURA





 PIOMBINO. La situazione di incertezza sul futuro della Lucchini si protrae da mesi, i sindacati sono in allarme, migliaia di lavoratori sono in attesa di risposte che non arrivano. Nel silenzio che avvolge la trattativa con le banche, la novità più importante è la convocazione, per il 14 giugno, di un vertice al ministero.  Il segretario della Fiom Luciano Gabrielli è esplicito: «Mai come in questa volta può essere messa in discussione la sopravvivenza del centro siderurgico».  Una delle condizioni che avrebbero dovuto garantire respiro all'azienda, il prestito ponte di 50 milioni derivante dalla vendita della centrali elettriche di Ascometal, non sì è ancora verificata, poiché il governo francese non ha ancora dato il benestare all'operazione. Così non si sono visti neanche i 35 milioni aggiuntivi che avrebbero dovuto mettere per metà le banche e per metà Mordashov.  «L'azienda - sostiene ancora Gabrielli - sta marciando esclusivamente con le proprie forze, con la liquidità che riesce ad assicurasi con la vendita di prodotti, come le barre, che in questo momento tirano, vengono pagate a breve periodo, e non sono necessari stoccaggi».  In crisi sono invece le rotaie, il prodotto che assicura il maggiore valore aggiunto. A quanto pare il principale problema risiede nei problemi di liquidità delle Ferrovie dello Stato che, pur avendo confermato gli ordini, non ritirano i prodotti. Stasi generealizzata anche per la vergella, i cui utilizzatori sarebbero in una fase di riflessione in attesa dell'evoluzione del mercato e dei prezzi.  «La realtà - sostiene però il segretario della Cgil Giuseppe Bartoletti - è che l'azienda in questo momento prende solo ordini che può riscuotere a breve, ma il mercato dell'acciaio sta tirando».  Qualcosa di più dovrebbe chiarirsi prima dell'incontro fissato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Saglia con azienda, sindacati e istituzioni locali. C'era incertezza, infatti, sulla data dell'incontro, vista l'assenza di sostanziali novità. Nel frattempo tuttavia non si è fermata la trattativa con il Fondo di investimenti Apollo per l'acquisto dell'Ascometal. L'offerta è di 300 milioni per le fabbriche francesi controllate dal Gruppo Lucchini. Denaro che dovrebbe essere utilizzato in parte cospicua per il ripianamento del debito e per una parte andare ad alimentare la liquidità dell'azienda.  Nell'ipotesi più ottimistica questa partita potrebbe chiudersi prima della metà di giugno. Ma l'obiettivo più vicino sarebbe quello di arrivare al tavolo del ministero con il piano industriale quello finanziario "asseverato". Le banche e la società hanno infatti affidato già da marzo un incarico ad un professionista esterno, Stefania Chiaruttini, già consulente della procura nella vicenda Parmalat, che dovrà certificare la concreta applicabilità dell'accordo raggiunto a febbraio sulla ristrutturazione del debito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa