Il Tirreno

IL NOBEL SEN

«La natura, se spinta troppo, ci abbandona»

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 PIOMBINO. Sala piena per la lezione magistrale di Amartya Sen, al Castello. Il premio Nobel, detto anche il "pensatore" dal sindaco Anselmi che ne ha introdotto l'intervento, ha affrontato la questione ambientale. «Rischio concreto di arrivare a un'irreversibilità indipendente dalle generazioni future se non agiamo subito - afferma l'economista indiano - Nostra deve essere la consapevolezza di esistere in un momento rapido e transitivo rispetto all'universo; dobbiamo fare tutto il possibile per evitare che il momento sia ancora più breve per colpa delle nostre azioni sconsiderate. La natura, se spinta esageratamente, ci abbandona». Sen è convinto della necessità di riconsiderare relazioni economiche e metodi di governo, vedendo come prospettiva vitale l'economia ecologica. Se poi Sen riconosce nella natura antropica l'esigenza dell'individualità, risulta possibile per lui che «le preoccupazioni di una minoranza, tramite il dibattito, possano diventare importanti anche per la maggioranza. Essenziale è il ruolo che può assumere l'istruzione per diffondere nella gente una maggiore consapevolezza dell'ambiente». Chiude tra gli applausi Amartya Sen, con una frase che il sapore dell'esortazione: «Le nostre responsabilità di esseri pensanti sono chiamate in causa». (f.l.)

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