Il dolore
Una squadra di neocuochi al "Ceccherelli"
M. Massei Autunnali
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Gli studenti dellIpc Ceccherelli insieme a Giorgio Nocciolini Chiuso con un pranzo il progetto sostenuto da Comune e Cassa di risparmi
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PIOMBINO. Maltagliati col sugo, tartine con pomodoro crudo e impasto di carne, fagioli, schiacciata e due favolose torte di frutta e crema. Un pranzo da chef quello organizzato dagli allievi del "Laboratorio di cucina" dell'Ipsct Ceccherelli per festeggiare la chiusura del corso e la consegna degli attestati. Alla cerimonia - che si è svolta ieri al Ciasa - erano presenti i ragazzi, i loro genitori, gli insegnanti, il preside Fabrizio Martinolli e il sindaco Gianni Anselmi, che ha consegnato i diplomi agli studenti e si è poi trattenuto con loro per un assaggio agli appetitosi "frutti" delle 62 ore di un corso che si è protratto per quattro mesi. «L'amministrazione sta facendo il possibile per spingere la Provincia verso un orientamento formativo che sottolinei le caratteristiche peculiari dei nostri istituti - ha commentato Anselmi nella sua introduzione - Si tratta di un impegno molto importante, che supera i limiti di una preparazione generalista e che tocca il modello di sviluppo del nostro territorio, probabilmente in una direzione molto più aperta ai servizi turistici rispetto al passato. Proprio per questo è necessario allargare la capacità dei ragazzi di essere cittadini del mondo che li aspetta». A partire dal prossimo anno la "curvatura alberghiera" dell'Ipsct diventerà corso statale: fino a oggi la sperimentazione è stata condotta grazie soprattutto ai fondi messi a disposizione dalla Cassa di risparmi, ai quali sono aggiunti i contributi della Provincia per le classi prime e seconde. «Il Comune ha molto aiutato i nostri rapporti con la Cassa di risparmi - specifica il preside Martinolli - e questo aiuto è stato essenziale ai fini dell'organizzazione di questo particolare corso che riteniamo molto importante dal punto di vista sociale». Il riconoscimento di oggi, spiega il preside, ha un valore specifico, poiché al termine dei cinque anni di studi questi ragazzi non riceveranno una certificazione regolare: «Il nostro obiettivo è dunque quello di formarli secondo determinate competenze: se potessimo avere la possibilità di inserirli all'interno del tessuto cittadino potremmo anche guadagnare dei soldi da reinvestire nell'ampliamento di questo progetto. Dal prossimo anno, per esempio, avremo una cucina nuova, e se, ci riusciremo, la gestione totale nella preparazione delle merende delle 10, che a sua volta ci permetterà di ottenere contributi per nuove iniziative».
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