Il dolore
Crollano i risparmi, crescono i debiti
Luca Centini
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Lo sportello di una banca Le famiglie sempre di più costrette a ricorrere al gruzzoletto messo da parte
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PIOMBINO. Giù i risparmi, crescono i prestiti. Gli anni di crisi lasciano segni tangibili sul comportamento delle famiglie. Mettere soldi da parte è complicato e, per far fronte alle spese quotidiane, le famiglie iniziano a erodere il "gruzzoletto" accumulato negli anni. Indebitarsi è una tentazione, spesso una necessità. E' un quadro chiaro quello emerso nel bollettino statistico di Bankitalia che, nell'ambito dell'analisi del primo trimestre 2011, riassume i dati su depositi e impieghi bancari relativi al mese di dicembre del 2010. Per la Val di Cornia, Bankitalia ha registrato le attività degli sportelli di Piombino, Campiglia e San Vincenzo. A dicembre la somma depositata in banca dalle famiglie in provincia di Livorno era pari a 3 miliardi e 402 milioni di euro, 53 milioni di euro in meno su base annua. Dopo anni di crescita progressiva le famiglie e le imprese livornesi hanno risparmiato meno rispetto all'anno precedente. Piombino, che guida i Comuni della Val di Cornia con 264 milioni messi da parte, non fa eccezione. Nel 2009, l'anno in cui si registrò un'impennata dell'11% delle somme depositate in banca, agli istituti erano stati affidati 273 milioni. L'effetto "boomerang" del 2010 è confermato anche a Campiglia (121 milioni), così come a San Vincenzo (60 milioni). In entrambi i casi le cifre messe da parte sono inferiori rispetto al 2009. «Il risparmio ha una struttura a piramide - commenta Fabrizio Mannari, direttore della Banca diredito cooperativo Castagneto Carducci - è la base a soffrire di più. Si fa fatica a tirare avanti con lo stipendio e, necessariamente, si mette mano ai risparmi di anni». A guardare i dati di Bankitalia il 2010 è l'anno in cui ha preso evidenza la sofferenza delle imprese e delle famiglie. In realtà la crisi ha avuto un impatto ben più rapido. I dati del 2009, infatti, non devono trarre in inganno. E' vero che i depositi bancari sono cresciuti sensibilmente rispetto al 2008. Ma ciò è avvenuto perché, in piena crisi, i grandi investimenti immobiliari si sono arrestati con il travaso delle somme in depositi bancari. «Il dato di Bankitalia può ingannare - commenta Mannari - anche perché non tiene conto delle obbligazioni. Con l'avvento della crisi tanti risparmiatori hanno interrotto quel tipo di investimenti, per paura hanno depositato i risparmi in conti correnti e libretti». Ora invece i risparmi hanno imboccato una strada in discesa. E la sofferenza del polo siderurgico, con i lavoratori coinvolti in periodi di cassa integrazione, ha giocato un ruolo decisivo per il generale calo dei risparmi in Val di Cornia. Si risparmia meno, dunque, mentre gli impieghi bancari sono cresciuti del 12,8% su scala provinciale dal 2009, con punte del 20,4% a Campiglia e del 18% a Piombino. Il dato riflette il volume dei finanziamenti sotto forma di prestiti e mutui. La crescita può essere spiegata in diversi modi. A gonfiare i prestiti possono contribuire le imprese in difficoltà, costrette a finanziare la propria inattività. «Ma non è escluso - aggiunge il direttore Mannari - che il dato di Piombino e Campiglia sia influenzato da investimenti particolari di alcune grandi aziende. Comunque, in generale, è aumentata la propensione delle famiglie a indebitarsi. E una leggera ripresa degli investimenti immobiliari e delle imprese sta facendo effetto».
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