Il Tirreno

Un parco fotovoltaico nell'area delle ex miniere Via libera dall'Arpat

Escursionisti nella zona delle ex miniere di Rio Marina
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Escursionisti nella zona delle ex miniere di Rio Marina

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RIO MARINA. Via libera dell'Arpat alla centrale fotovoltaica nelle ex miniere di Rio Marina. Un progetto che decolla come pure alla luce del parere positivo della Soprintendenza dei Beni Ambientali il progetto della messa in sicurezza della Valle di Riale. Dopo un'intensa attività di verifica del progetto e di sensibilizzazione sugli importanti effetti ad esso collegati, ecco il via libera che consentirà di avviare le procedure ad evidenza pubblica per l'affidamento dei lavori a iniziare dalla centrale fotovoltaica con il disco verde dell'Arpat. Un parere sostanzialmente positivo salvo alcune prescrizioni, che apre la strada alla Valutazione di Impatto Ambientale. In questo caso si tratta dell'ultimo passaggio per la realizzazione di un obiettivo che era fortemente atteso, non solo per i propri risvolti a carattere ambientale, ma anche per l'importante spinta occupazionale che da esso può derivare a tutto il territorio del versante orientale dell'isola.  Verranno installati oltre 400 pannelli su quasi tre ettari, quanto basta per un progetto atteso da oltre tre anni che aveva già avuto il via libera da parte del Ministero per un finanziamento di 365mila euro l'ok al progetto da parte del Parco nazionale dell'Arcipelago. Quasi tre ettari di terra rossa, abbandonati dopo anni di lavorazioni legate alle miniere, saranno ricoperti da pannelli solari (non meno di 400 moduli) in grado di produrre tra mille e 200 e mille e 500 mega watt ora all'anno. Quello che basta per alimentare un piccolo paese. Non sarà sufficiente a alimentare l'intera Rio Marina, ma comunque contribuirà a garantire energia pulita per la comunità riese che, grazie al sole, potrà ad esempio riscaldare e illuminare scuole e uffici pubblici. sicuramente uno tra i più grandi progetti in Toscana. A progettarlo, fin dalle fasi iniziali, l'ingegner Franco Guidi. Lo studio preliminare aveva messo in evidenza come l'area dove sorgerà l'impianto risulti tra le più indicate sia per la possibilità di catturare e trasformare i raggi solari in energia, sia perché quella porzione delle miniere difficilmente sarebbe utilizzabile per altri scopi. La dove si estraeva il ferro d'ora in avanti si estrarrà energia».  Nell'area il Comune ha già realizzato una serie di interventi di messa in sicurezza idrogeologica che rendono possibile l'intervento. L'impatto visivo sarà molto limitato.  Due progetti che decollano e neo sindaco soddisfatto.  Dice Paola Mancuso: «Se da un lato queste notizie giungono in un momento di grande entusiasmo per l'avvio di un nuovo ciclo amministrativo che si pone in rapporto di continuità - come dimostrano questi percorsi - con il lavoro precedentemente avviato, si realizzano le condizioni per l'attuazione di punti programmatici accolti nel programma della nuova Amministrazione, nell'aspettativa di rapide risposte delle quali oggi prendiamo atto insieme all'impegno ed alla collaborazione dimostrata dagli Enti competenti».

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di Redazione web