Sicurezza
Ferrini (Psi) polemizza con Sel
Servono regole per dare un senso ai percorsi partecipati
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «I numeri sono il sale della democrazia e chi non lo comprende evidentemente preferisce le dittature». Ce l'ha con Sel il segretario del Psi Stefano Ferrini, continuando nella polemica sul percorso partecipato di Baratti «le cui conclusioni - dice Ferrini - sono state prese soltanto dallo 0,08% degli elettori di Piombino. Noi, lo ribadisco, non siamo contrari ai percorsi partecipati, vogliamo però che per essere rappresentativi vi siano delle regole come un'accurata campionatura dei partecipanti per coinvolgere davvero tutta la realtà sociale e culturale di una città e delle soglie minime di partecipazione, legate all'importanza dell'argomento dibattuto, al di sotto delle quali non siano presi in considerazione». Secondo il segretario del Psi «questo accade negli altri Paesi europei dove da tempo questi strumenti di partecipazione sono utilizzati e non capisco cosa c'entri tutto ciò col berlusconismo di cui ci accusa Sel. Appartiene invece alle culture totalitarie che hanno insanguinato il '900 e a quelle fondamentaliste di questo secolo pensare che abbia ragione chi si ritiene nel giusto e non chi è democraticamente scelto da tutti i cittadini. Se poi le percentuali del percorso su Baratti dovessero rappresentare quella che Sel definisce una "richiesta di profondo rinnovamento" e che naturalmente loro ritengono di saper ben interpretare, anche con la scelta che hanno fatto di stare all'opposizione in alcuni Comuni della Provincia agitando presunte quanto inesistenti questioni morali ed insultando così i propri alleati, salvo poi chiedere poltrone per la stessa Provincia, penso che dovrebbero preoccuparsi non poco».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google