Il Tirreno

Sempre più balene nelle acque elbane

Una balena nelle acque dell’Arcipelago Toscano
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Una balena nelle acque dell’Arcipelago Toscano

Due esemplari sono stati avvistati tra Cerboli e Palmaiola

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 PORTOFERRAIO. Avvistate, ieri mattina, due balenottere tra gli isolotti di Cerboli e Palmaiola.  Uno spettacolo davvero unico, di cui hanno potuto usufrire i passeggeri del traghetto della Toremar Oglasa, in navigazione da Portoferraio a Piombino.  È stato lo stesso comandante della motonave ad accorgersi che stava incrociando due magnifici esemplari di balene che nuotavano a pelo d'acqua non molto distanti dalla nave.  Così ha avvertito, attraverso gli altoparlanti di bordo, i passeggeri.  In molti si sono recati a poppa, per non perdersi questo spettacolo.  «Abbiamo visto sulla destra della nave - raccontano alcuni spettatori - due esemplari che ci nuotavano vicino; abbiamo capito che si trattava di balene dal loro inconfondibile sbuffo d'aria».  C'è stato chi ha ripreso il momento con telecamere dei telefonini; chi invece ha scattato fotografie. Ma non c'è da stupirsi per una simile circostanza. Ormai è un appuntamento fisso l'avvistamento dei citacei nel nostro tratto di mare. Si sa, e in molti lo raccontano, che le balene arrivano a maggio nei mari dell'Elba.  È bello perché è uno spettacolo che si ripete, ma è così tanto vero.  Il Centro Ricerca Cetacei, che da 5 anni ormai pattuglia le acque attorno all'Isola d'Elba, ha emesso il suo verdetto a favore dell'aumento degli avvistamenti di Balenottere comuni dai primi di maggio ai primi di giugno, soprattutto in quella che tecnicamente ha denominato "Subarea Elba 3", corrispondente alla costa nord dell'Isola. Nell'ultimo fine settimana erano state avvistate dai ricercatori del Centro 4 balene.  «Durante l'inverno - dice Roberto Rutigliano, referente del centro - questi animali vivono a sud del Mediterraneo».  Ma è a ogni primavera, come le rondini anche le le balene "ritornano" nel Santuario dei Cetacei, spingendosi verso nord e passando vicino alle coste dell'arcipelago Toscano.  «È importante - conclude Roberto Rutigliano - che questo fenomeno continui ogni anno: è indice del loro stato di salute e di quello del mare, in particolar modo quello dell'Arcipelago».

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