La manifestazione
VISITA AI LAGER/2
Saremo costruttori di pace
Fulvia De Grazia
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Due miei compagni ed io della 4ªIT dell'Ipsct Ceccherelli abbiamo aderito ad una proposta della nostra professoressa di lettere che consisteva nell'approfondire lo studio di un periodo storico e di una tematica tra le più dolorose e terribili: l'Olocausto. Noi alunni abbiamo aderito, anche se nei nostri cuori c'era la consapevolezza di dover affrontare un percorso di sofferenza, ma nello stesso tempo di poter avere l'opportunità di "non dimenticare", di non lasciarsi sopraffare dalla paura e da una problematica non risolta, ma risoluti ad uscirne, ognuno di noi convinto di poter fare qualcosa quali generazioni future. Con molto impegno ci siamo lanciati in questa impresa dove il genere umano mostra il peggio di sé. Per dirla con una parola: isconoscimento della dignità, del valore e dell'uguaglianza di ogni essere umano, del tuo prossimo. Il nostro impegno è stato premiato, e abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un percorso della memoria nei luoghi di Ebensee, Mauthausen e il castello di Hartheim. Sono partita con tanta emozione, un po' di paura per ciò che avrei visto e per ciò che avrei potuto rivivere. L'impatto con quelle realtà è stato coinvolgente; mi sentivo immersa in quell'atmosfera di cupo dolore e di morte; quei luoghi ancora sono impregnati da tutto ciò che di terribile vi si è svolto. Sono stata assalita da un dolore lancinante proveniente da una ferita nel mio cuore e bastava chiudere gli occhi per immaginare volti, corpi lacerati, occhi disperati che non voglio dimenticare. È incredibile come i luoghi possano conservare le energie che gli uomini vi hanno lasciato. Ho solo diciassette anni, ma voglio che questa esperienza rimanga incisa nella mia vita attraverso propositi che rinnoverò di volta in volta. Cosa posso fare io perché ogni uomo sia rispettato nel suo valore? Prima di tutto voglio togliere dal mio cuore la guerra, scegliere non il conflitto ma il dialogo, l'accettazione di ogni essere umano come fosse un mio fratello. Sono grata all'Arci che ci ha permesso di sviluppare queste riflessioni che mi hanno vista protagonista, non semplice spettatrice e mi hanno fatto sentire importante. E dal dolore sorgeranno azioni positive per il futuro. Grazie per aver creduto in noi così giovani, ma costruttori di un futuro di pace.
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