Il dolore
URBANISTICA
La partecipazione è una cosa seria
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La partecipazione è una cosa seria, che non si può strumentalizzare o usare a piacimento come forma di opposizione politica. Anche per evitare questo rischio, infatti, è stata concepita la legge regionale n.69 del 2007 sulla partecipazione, votata tra l'altro anche da Rifondazione comunista. Quello che abbiamo intenzione di fare con il Regolamento urbanistico, è coinvolgere la collettività in forma aperta su temi rilevanti e strategici, andando oltre le forme particolaristiche e settoriali e gli interessi particolari che possono essere espressi da certe forme di partecipazione. Proprio per questo, per dare effettive garanzie di oggettività e di imparzialità e di conseguente qualità al processo partecipativo, così come previsto ancora una volta dalla legge regionale che evidentemente Parodi non ha letto, è necessaria la collaborazione di soggetti esterni all'amministrazione, il cui compenso è ben lontano da quello indicato da Parodi. Discutere apertamente e certe volte anche polemicamente, mettendo in condizione i cittadini di conoscere le questioni e quindi aumentando il livello di consapevolezza e di competenza sulle grandi scelte che toccano la comunità locali, significa discutere con l'obiettivo di scegliere e decidere meglio. E questo in democrazia è una pratica molto importante e salutare. Certo è anche molto faticoso e comporta la volontà di mettersi in discussione, proprio perchè una partecipazione che si rispetti, come dimostrato nel caso di Baratti, incrementa le capacità in chi amministra di ascoltare, motivare e argomentare le politiche di cui si fa interprete, senza esimersi dalle proprie specifiche responsabilità di rappresentanza e di governo. Noi daremo l'opportunità ai cittadini di potersi esprimere sulla loro città con modalità che si ispirano a modelli utilizzati in tutta Europa per garantire una buona qualità del dibattito. I suggerimenti e le proposte che scaturiranno saranno tenuti in massima considerazione e andranno ad arricchire la qualità delle decisioni pubbliche. Una pratica che sembra invece infastidire proprio chi, come Parodi, ha scelto l'arma della delegittimazione a priori per screditare l'impegno di coloro che civilmente scelgono di dedicare il proprio tempo alla città, senza secondi fini. In riferimento ai tempi di approvazione del Regolamento urbanistico per il Comune di Piombino, inoltre, Parodi interviene evidentemente senza conoscere la realtà di Piombino, che presenta un quadro di complessità ben maggiore di quello di Suvereto e che, proprio per questo, richiede più tempo. La Toscana è sempre stata una regione con elevati livelli di partecipazione associativa e caratterizzata da un forte spirito civico. Tuttavia, esiste sempre il rischio che la società e le istituzioni tendano a riprodurre passivamente le logiche del passato. Le sfide di oggi impongono una più elevata e diffusa consapevolezza collettiva dei nuovi obiettivi, un più alto coinvolgimento della società. Luciano Francardi (assessore urbanistica Comune di Piombino)
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