Il Tirreno

«I 40 precari saranno reintegrati»

«I 40 precari saranno reintegrati»

Lami (Fiom) e l'accordo con la Lucchini

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 PIOMBINO. «I lavoratori con contratti a termine saranno reintegrati nei prossimi mesi, a fronte dei pensionamenti». Mirko Lami, coordinatore Fiom della Rsu Lucchini, chiarisce la situazione dei 40 lavoratori precari Lucchini (12 con contratti a termine e 28 interinali). L'azienda ha già comunicato ai sindacati che non rinnoverà i contratti a termine mano a mano che giungeranno a scadenza, in seguito al taglio produttivo scattato a partire dallo scorso 2 maggio. «E' vero che l'azienda non rinnoverà i contratti - spiega Mirko Lami - ma è anche vero che Lucchini ha assunto l'impegno, ottenuto dai sindacati con un accordo specifico, di riassorbire gli addetti progressivamente, via via che altri lavoratori usciranno col pensionamento».  Intanto si sono riunite le Rsu di Fim e Uilm territoriali con le segreterie provinciali. Al centro del dibattito i vecchi e ormai noti problemi, «ma non più sopportabili - dicono le segreterie provinciali di Fim e Uilm - derivanti dalla perdita del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti e pensionati e dalla grave crisi finanziaria che da qualche anno ha colpito il mondo del lavoro. Possiamo riconoscere l'impegno delle istituzioni nel garantire ammortizzatori sociali a quasi tutte le aziende che ne hanno fatto richiesta, nonostante ciò però - proseguono Fim e Uilm - constatiamo spesso che alla fine di questo percorso di ammortizzatori, molte aziende chiudono i battenti lasciando a casa decine di lavoratori che vanno a incrementare l'esercito di disoccupati del nostro Paese».  Fim e Uilm sostengono che «le riforme concordate da Cisl e Uil hanno permesso di rinnovare i contratti nazionali alla loro naturale scadenza, evitando le lunghe attese del passato, e anche la detassazione di alcune voci della busta paga legate agli incrementi di produttività fino a 6000 euro dando un piccolo segnale positivo. Ma non basta. Il 18 giugno manifesteremo a Roma, per chiedere al governo di abbassare l'aliquota Irpef a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati».  Così Fim e Uilm invitano tutti i lavoratori a partecipare, prenotandosi nelle sedi di Cisl e Uil.  Affrontati itemi generali l'attenzione di Fim e Uilm si concentra sulle «grandi e piccole aziende locali, che ci preoccupano sempre di più. Anche se a molte di queste va riconosciuto l'impegno di aver gestito in modo costruttivo il calo di lavoro, adesso non c'è più tempo: il governo deve intervenire per garantire un futuro al polo siderurgico piombinese. Nel nostro comprensorio infatti, il lavoro industriale rimane la fonte più importante per il futuro occupazionale dei giovani».

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