La protesta
Piazza don Ivon Martelli, un modello da seguire nelle nuove progettazioni
Paolo Federighi
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L’assessore Elisa CecchiniPiace a molti la ricerca di elementi di arredo che riportano al passato il cuore urbano di San Vincenzo
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SAN VINCENZO. Il pavimento rosso stile antico, con le panchine ed i lampioni in ferro battuto. La nuova piazza don Ivon Martelli ha riscosso un successo unanime. Molti riscontrano un riappropriarsi della perduta identità cittadina. Per il progetto, l'assessore ai lavori pubblici Elisa Cecchini si è rifatta a foto e cartoline della San Vincenzo degli anni'30. Nel mezzo a questa parziale riuscita di un percorso che dovrebbe portare il centro urbano a respirare le atmosfere familiari degli anni andati, c'è però da rilevare un contrasto: mentre piazza don Martelli riscuote un alto gradimento, le piazza della Kimera e Unità d'Italia - nelle quali peraltro sono già stati collocati gli arredi, con spazi a verde, piante e panchine - fanno sorgere molti dubbi nella popolazione, e non tanto a livello di funzionalità, quanto di estetica e significato. Da una parte, in breve, un ritorno al passato e all'identità cittadina, dall'altra due grandi nuove superfici che non sembra abbiano molto a che vedere con il paese. Molti chiedono che la nuova piazza don Martelli serva da modello per una riprogettazione delle piazze della Kimera e Unità d'Italia. «Quello stile - dice un anziano sanvincenzino a proposito di piazza Kimera e Unità d'Italia - è molto freddo e distante da ciò che è stato questo paese per tanti anni. E' come se fosse uno spazio alieno. Lì, della nostra identità, non c'è niente». Un altro cittadino lancia l'idea di una riprogettazione delle due piazze sul modello di piazza Martelli: «Capisco - dice - che è difficile tornare indietro. Ma è possibile, con alcuni ritocchi non troppo dispendiosi, ispirarsi alla piazza don Martelli».
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