Il dolore
«Grande dispiacere, Felice è un tipo serio»
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La casa dove Cantelli portò la donna senza vita e da cui chiamò il 118Il commento della società biancoceleste, che evita giudizi sul merito
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VENTURINA. «Una sentenza che fa male». Alberto Uccelli, legale di Felice Cantelli, commenta la sentenza della Cassazione che condanna a 8 anni il suo assistito per omicidio preterintenzionale. L'ex calciatore avrebbe soffocato Alida Grilli durante una lite, una versione che la difesa ha sempre contestato, individuando in un malore la causa della morte. «Il risultato del processo è stato condizionato dall'esito del confronto tra le perizie - attacca l'avvocato Uccelli - alla fine la versione dell'esperto nominato dalla Procura Giuseppe Cavebondi è risultata determinante». Quella perizia non è mai andata giù alla difesa, che considera eccessiva la pena stabilita sia in primo grado che in appello. Per ribadire l'assenza della volontà di uccidere Uccelli ci tiene a leggere un passo della sentenza della Cassazione: «Il ricorrente ha impresso sul collo della persona offesa una forza che ha avviato un processo di soffocamento prontamente interrotto perché non causa di volontà omicidiaria, ma autonomamente proseguito fino a causare il decesso non voluto della Grilli». Nessun commento dalla famiglia della vittima che, una volta dimostrata la responsabilità di Cantelli, ha preferito tenere un profilo basso. Fino a pochi giorni fa Cantelli è stato l'allenatore del Venturina. Domenica prossima, senza la sconfitta col Ponteginori, Cantelli avrebbe guidato la squadra in finale playoff. «Il dispiacere è enorme - racconta il presidente Alberto Martini - non sta certo a noi giudicare quanto è accaduto, ma negli anni in cui ha lavorato con noi Felice è sempre stato serio e ha fatto solo del bene ai tanti ragazzi che ha allenato». (l.c.)
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