Il Tirreno

Allarme del sindaco di Portoferraio per il livello dei servizi e il continuo turn over del personale

Sanità a rischio "colonizzazione"

La piattaforma per l’atterraggio dell’elicottero Pegaso realizzata al Carburo in attesa della nuova elisuperficie sul tetto dell’ospedale
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La piattaforma per l’atterraggio dell’elicottero Pegaso realizzata al Carburo in attesa della nuova elisuperficie sul tetto dell’ospedale

Peria: un pericolo gli accorpamenti con l'ospedale di Piombino

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 PORTOFERRAIO. «L'ospedale di Portoferraio non può diventare una succursale di Piombino». Sono notizie allarmanti, per il sindaco Roberto Peria, quelle che in questi giorni arrivano sul futuro della sanità all'Elba. E la preoccupazione cresce osservando quello che accade quotidianamente in ospedale, soprattutto in reparti che «erano un fiore all'occhiello per la nostra sanità ma che ora stanno vivendo situazioni di estrema difficoltà». Il primo cittadino di Portoferraio rompe gli indugi e a poche ore dall'assemblea del Comitato Elba sanità rilancia sulle possibili soluzioni.  Intanto da parte di Peria arriva l'apprezzamento per il lavoro di Vanno Segnini, presidente della conferenza dei sindaci. «So quanto è difficile - afferma - e so che a volte non si possono raggiungere risultati ottimali. Ma vedo molti problemi che richiedono una soluzione». Tra questi il funzionamento dell'elisoccorso. «La questione non riguarda l'azienda sanitaria ma la Regione - spiega - dobbiamo avere certezza di un servizio garantito 24 ore su 24 e sono convinto che la Regione lavorerà per stabilizzare il sistema come è stato stabile in passato». Peria apprezza anche il lavoro portato avanti dal Comitato sanità «ma vorrei ricordare a tutti che le istituzioni non possono delegare a nessuno il proprio ruolo». Il giudizio di Peria è positivo rispetto agli interventi che l'Asl sta promuovendo sul fronte delle opere infrastrutturali. «In questo momento però - continua il sindaco - il grosso problema è la tenuta dei servizi. Ci sono sintomi di una criticità più ampia del passato. Il reparto di medicina in questo momento è in gravissima difficoltà. Al di là del sacrificio dei medici, non c'è una stabilizzazione del quadro infermieristico, c'è un continuo cambiamento del personale. L'operazione vincente del 2005-2006 fu quella di assicurare la presenza di primari in ospedale, cioè dare testa e organizzazione interna all'azienda». Un'organizzazione che rischia di disgregarsi e, da questo punto di vista, rappresentano un rischio gli accorpamento con Piombino: cosa già avvenuta per il pronto soccorso e probabile per ortopedia. «Stiamo attenti - afferma Peria - in un settore così delicato non possiamo permetterci di diventare una succursale di Piombino. I servizi devono essere assicurati da persone presenti stabilmente sul territorio». Peria cita poi il disagio crescente di ortopedia, ridotta ai minimi termini per il personale. «Non facciamo l'errore - continua - di smantellare quello che abbiamo costruito».  Infine torna a parlare di un progetto rimasto nel cassetto. «I piccoli ospedali - afferma - se non hanno collegamenti con realtà più grandi si dequalificano e perdono professionalità. Dobbiamo essere in grado di rapportarci a realtà di altissima qualità. Nel 2009 con l'allora assessore Rossi facemmo un progetto che era fortemente incentrato sui rapporti con l'università di Pisa, la formazione del personale medico e la presenza di specializzandi che avrebbero significato braccia in più per operare e più cultura per crescere in stretto rapporto con l'università. Quel progetto è finito in un cassetto ma forse occorre riprenderlo in mano». V.L.

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