Il Tirreno

Interrogazione dell’onorevole Velo sui disservizi provocati della società esattrice

Il caso Gerit finisce in Parlamento

Il caso Gerit finisce in Parlamento

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PIOMBINO. File interminabili davanti agli uffici di Equitalia, aperti soltanto due giorni alla settimana con gravi disagi degli utenti, che si trovano anche a pagare ulteriori interessi quando sono costretti a ritardare i pagamenti. La vicenda arriva in Parlamento con un'interrogazione presentata al ministro dell'Economia e delle Finanze dall'onorevelo del Pd Silvia Velo.  «Equitalia - ricorda Velo - è la società pubblica, 51% Agenzia delle Entrate e 49% Inps, incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Notizie di stampa di questi giorni segnalano i continui disagi che sono costretti a subire i cittadini della provincia di Livorno per il pagamento dei tributi: file interminabili, numeri telefonici ai quali è impossibile riuscire ad avere informazioni o perché occupati o perché non risponde nessuno».  «È del 17 maggio - ricorda Velo - l'ultima protesta che ha coinvolto l'ufficio di Piombino, i cittadini lamentano un servizio insufficiente, gli uffici sono aperti solamente due mattine a settimana, ciò provoca immancabili file agli sportelli e la probabilità che una volta arrivato il proprio turno l'ufficio chiuda comunque all'orario stabilito, dovendo quindi ritornare magari la settimana successiva con il rischio di vedersi addebitare anche la mora per ritardato pagamento».  Al ministro Tremonti chiede quindi se è a conoscenza dei disagi e se e come intende prendere provvedimenti nei confronti di società Equitalia Gerit per migliorare il servizio.

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