Il Tirreno

In tribunale le prime testimonianze

Truffa, a processo imprenditore di Porto Azzurro

Alessandro De Gregorio
Truffa, a processo imprenditore di Porto Azzurro

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 PORTO AZZURRO. Un direttore dai modi bruschi, duri, che ordinava ai dipendenti di non fatturare e di mettere i soldi cash in una busta da consegnare a lui. E' il ritratto che gli ex dipendenti stanno facendo di Fabio Siuni, l'imprenditore ed ex direttore dell'hotel Cantiere navale di Donoratico ora a processo per truffa aggravata. Alcune testimonianze stanno confermando come questo avvenisse attraverso le cene extra (3-400 euro alla volta) e il pagamento della camera senza prenotazione (due-tremila euro a serata). All'ultima udienza, davanti al giudice Chiara Nardi (pm Maria Ferraro) ha deposto Roberto Schiasselloni mentre era assente l'economo Giacomo Toninelli. Fabio Siuni è un imprenditore di 39 anni di Gonnostramatza (Oristano), residente a Porto Azzurro. Difeso dall'avvocato Paolo Di Tursi, è imputato per truffa aggravata perché «in qualità di amministratore unico della Plaza srl che gestiva l'azienda turistico-alberghiera "Il Cantiere navale" a Donoratico (nella foto) della Nexus Srl, con artifizi e raggiri consistititi nell'impartire ordini ai sottoposti di incassare dai clienti somme senza fatturazione e trattenendosi delle somme falsamente compilando i libri contabili di prima nota, si procurava l'ingiusto profitto consistito nell'aver introitato circa 250mila euro».  I fatti risalgono alla stagione estiva 2006, durante la quale Siuni era direttore. In aula sono stati sentiti Monia Pasqualini, che teneva la contabilità della Nexus hotel, il direttore successivo, Monica Favilli, assunta nell'aprile 2007, e Chiara Cavallini, che quell'estate del 2006 era addetta al ricevimento. Fu la Nexus a presentare, attraverso il liquidatore Claudio Lorenzetti, un esposto in procura. Lorenzetti sottolineò i numeri delle stagioni 2006 e 2007 al Cantiere navale. Nella prima, sotto la gestione Siuni, a fronte di 66.232 presenze gli incassi ammontarono a 1.427.074 euro. L'anno dopo, gestione Favilli, nonostante un calo di presenze (64.630) gli incassi aumentarono di 400mila euro (1.828.024). Le indagini furono coordinate dal pm Massimo Mannucci. Nel giugno 2009 Siuni fu rinviato a giudizio. Al processo Nexus, parte offesa, è tutelata dall'avvocato Marco Mirani.

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