Il Tirreno

Allarme dai palazzoni Casalp di via Ferrer per crolli, perdite d’acqua, tetti pericolanti

Cornicioni e muri a rischio

Cecilia Cecchi
Evidente lo stato dei cornicioni
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Evidente lo stato dei cornicioni

La denuncia dei residenti: «Non c'è un amministratore»

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 PIOMBINO. Quattro i palazzi di via Ferrer senz'acqua - spesso - quando si rompe l'unico tubo di servizio. Tetti, cornicioni ben più che cadenti. «Mesi fa - ricorda uno degli abitanti - dentro un appartamento dell'ultimo piano pioveva come fuori...». Altri affittuari Casalp - dopo lungomare Marconi - che si rivolgono al giornale stufi di attendere un sopralluogo dei tecnici richiesto all'infinito.  «In questi giorni - raccontano gli abitanti di via Ferrer - siamo stati di nuovo coi rubinetti all'asciutto... non ce la facciamo più. Si rompe sempre lo stesso, unico tubo - spiegano - che serve tutti e quattro gli edifici, come dire 32 famiglie. Naturalmente manca un semplice contatore singolo per ogni stabile che permetterebbe di "isolare" il problema - si prosegue - e questo nonostante le molte sollecitazioni che abbiamo fatto in proposito, nel corso degli anni».  «L'importante - aggiunge una signora del terzo piano - è rendersi conto immediatamente della rottura e sollecitare gli addetti... altrimenti è totale confusione!».  Oltre tutto sembra che il disagio si ripeta almeno una volta ogni due mesi e - ovviamente - la condotta si rompe in punti sempre diversi.  «Viene da chiedersi - aggiunge un altro abitante - perché non cambiare questo pezzo di tubo una volta per tutte? E perché non installare, davvero, una valvola per ogni palazzo, evitando che il problema coinvolga sempre tutti?».  Così si ricorda - tristemente - che «Casalp manda gli operai a fare i lavori quando siamo in massima emergenza, mai che venga qualcuno a constatare il degrado e a fare una generale previsione d'intervento».  «Praticamente noi siamo senza amministratore di condominio - proseguono in coro i residenti, radunati in via Ferrer - Non si fa una riunione da un tempo infinito e va sempre peggio. I problemi? Molti sono sotto gli occhi di tutti: contatori aperti, tombini fatiscenti, mura che cadono a pezzi, cornicioni, finestre e tetti pericolanti, umidità a non finire. Le costruzioni sono in uno stato pietoso». Sempre la "stessa storia", gran parte del patrimonio Casalp è fatto di vecchi edifici, che necessitano profondi recuperi.  Secondo quanto raccontano, qui in via Ferrer, è passato ormai più di un anno «da quando Casalp è intervenuta per "rattoppare" l'appartamento dove la pioggia entrava dal soffitto; allora fu necessario buttare giù una parete... ma abbiamo la sensazione che l'intervento sia costato più del danno in sè. Noi i conti non li vediamo mai e dobbiamo solo pagare la parte che ci viene assegnata. Il Comune ci rimpalla su Casalp, triste che la nostra amministrazione si fidi...».

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