Il Tirreno

Lettera a Kutufà contro gli abbattimenti selettivi

Il Wwf all'attacco per salvare per volpi, gazze e cornacchie

Una piccola volpe soccorsa
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Una piccola volpe soccorsa

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 PIOMBINO. Il Wwf Toscana - con una lettera al presidente della Provincia Kutufà - chiede «di ritirare la determina che prevede l'abbattimento al di fuori della stagione venatoria di volpi, gazze e cornacchie. Fanno parte - ricorda il Wwf - della fauna autoctona, da sempre presenti qui. La progressiva banalizzazione ambientale nei territori extra-urbani ha stravolto gli equilibri e la grande varietà dei micro-habitat che davano ospitalità a moltissime specie. La volpe - si prosegue - viene indicata dal mondo venatorio come il nemico numero uno in quanto responsabile delle fallanze dovute a predazione (quanto per malattie?) sulla mole innaturale di fagiani e lepri lanciati sul territorio libero, privi delle indispensabili doti di selvaticità che li renderebbero più scaltri. Si ignora che l'abbattimento al nido di gazze e cornacchie rischia di interferire con rapaci diurni (protetti), che spesso utilizzano nidi abbandonati di corvidi per la loro riproduzione, oltre al ferimento dei pulcini al nido destinati a morte per ferite e fame. Stessa cosa perseguitando le volpi, con l'ausilio del cane e l'abbattimento alla tana, si rischia di eliminare soggetti impegnati nell'allevamento della prole destinando a morte certa per inedia i cuccioli: oltre tutto quel territorio, privato del suo occupante legittimo, diventerà terra di conquista da parte di soggetti diversi. Allora, a chi giova tutto ciò? Ai selecontrollori abilitati alla caccia "tutto l'anno"».

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