Il Tirreno

Nella giornata della tappa buoni affari, ma la soddisfazione è più per le iniziative che hanno preceduto l’evento

«Il Giro? Un ottimo investimento»

Francesca Lenzi
«Il Giro? Un ottimo investimento»

Commercianti soddisfatti per il ritorno d'immagine, solo il Nazionale fuori dal coro

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Il Giro ha lasciato in città una sensazione di compiacimento e di realizzazione per un evento che ha coinvolto l'intera comunità, portando migliaia di persone nelle strade. Anche la macchina organizzativa ha dimostrato di essere all'altezza, restano solo da capire i ritorni economici della manifestazione. 

«Non posso che dire bene dell'evento - spiega Domenico Persico del bar Cristallo - Il successo è indubbio. Personalmente è stata una buona mattinata, migliore di un mercoledì normale. In ogni caso il Giro è stato un ottimo investimento, soprattutto in prospettiva».  Gradimento ai massimi livelli per Antonella Geri, del Magic Moment: «Ci è piaciuto tantissimo. C'era molta gente e l'organizzazione è stata perfetta. Abbiamo avuto almeno il 30% di lavoro in più del solito. In generale comunque abbiamo visto un bel movimento nel corso di tutta la settimana». 

L'approvazione arriva anche dal Peccato: «L'evento è stato bello e vanno fatti i complimenti all'organizzazione - sostiene Francesco Ricciardi, proprietario del ristorante - che ha avuto tutto sotto controllo, viabilità compresa. Piombino ha risposto bene, anche le iniziative precedenti sono riuscite. L'unico "ma" sono i pochi turisti arrivati. Abbiamo lavorato un po' di più del solito, anche se ci aspettavamo un'affluenza maggiore. L'investimento sull'immagine è però importante e il Giro è stata una cartolina per dire che Piombino non è solo fabbrica». 

Del ritorno d'immagine è convinta pure Patrizia Mondanelli del Volturno: «Noi abbiamo avuto un 20% in più rispetto a una giornata normale, ma ritengo che un evento così punti più alla promozione della città che non al rientro immediato per noi ristoranti. E l'obiettivo è stato centrato».  Dello stesso parere è Simone Salerno della Taverna Boncompagni: «C'è stata poca gente nei ristoranti, ma al contrario di chi pensa che sia stato un investimento sbagliato, io dico che l'amministrazione ha fatto bene. Quelli sulla tappa sono soldi spesi bene, per farci conoscere. Magari avvenimenti del genere ci fossero più spesso». 

Consenso per l'iniziativa anche da parte di Francesca Lelli, titolare del bar in via Lombroso che ha dovuto rimuovere il gazebo per il passaggio dei ciclisti: «È stata una seccatura, ma ripagata dallo spettacolo».  Entusiasta Corrado Ottanelli, del ristorante La Rocchetta: «Chi scopre Piombino se ne innamora. In questo senso il mio giudizio è più che positivo. Al di là del ritorno economico c'è bisogno di promozione». Gli fa eco Walter Demi del Boccondivino: «Bellissima festa. Anche se non c'è stata un'immediata risposta economica lo spettacolo è stato notevole, e poi abbiamo lavorato tantissimo la Notte Rosa. Mi spiace solo che Piombino si sia vista poco in tv».  Tra le voci fuori dal coro quella di Carla Bistazzoni, del bar Nazionale.

«Costretta a togliere il gazebo esterno, ho avuto un danno di 4.000 euro. Quello che mi fa più arrabbiare è che il sindaco non abbia mai risposto alle mie richieste di un incontro. La mattina del Giro abbiamo lavorato più o meno come ogni mercoledì. E' un investimento sbagliato. Prima occorre promuovere la concezione del turismo, e poi organizzare eventi del genere. Avrei investito più volentieri 50.000 euro per corsi di lingua straniera rivolti al personale di bar e ristoranti. Quel che serve è l'educazione al turismo».

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