La manifestazione
Addio alla scuola solare
Stefano Taglione
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Pannelli fotovoltaici usati per sfruttare lenergia solare Con i tagli ai finanziamenti statali stop all'impianto fotovoltaico al "Giusti"
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MARINA DI CAMPO. I primi effetti del Governo sul taglio dei finanziamenti alle energie rinnovabili non passano inosservati. Il completamento dell'impianto fotovoltaico delle scuole medie "Giuseppe Giusti" di Campo è in stand by. Ma non solo. Rischia di non vedere mai la luce perché "poco conveniente" a livello economico. Il progetto, che a quanto disse l'assessore ai lavori pubblici Fausto Carpinacci, nonostante i tagli, era già finanziato e doveva essere completato entro aprile, non partirà entro la scadenza prevista del 30 maggio (ultimo giorno utile per allacciare i pannelli e sfruttare gli attuali finanziamenti). Di sicuro in questo momento gli uffici tecnici stanno valutando il da farsi. Allo stato delle cose è quindi molto difficile che la vicenda si concluda positivamente. «Siamo fermi per via del taglio ai finanziamenti - conferma Sandra Maltinti, responsabile dell'Ufficio Lavori Pubblici e Ambiente - e stiamo cercando di trovarne di nuovi altrimenti realizzare l'impianto non conviene più». Sul piatto c'era un investimento di circa 100mila euro, che in vent'anni avrebbe portato nelle casse comunali ben 200mila euro, il doppio della cifra di partenza. Questa plusvalenza era possibile grazie ai 7mila euro annui stanziati dallo Stato e al risparmio energetico di quasi 300 euro mensili. Un'occasione mancata quella della prima scuola elbana "tutta solare". «Ancora una volta il governo Berlusconi si è mostrato indifferente ai problemi dell'Elba e dell'Italia intera - afferma il consigliere del Pd Lorenzo Lambardi - dimostrandosi completamente inadatto. Come forza politica faremo di tutto per risolvere questo problema e trovare i finanziamenti per far partire il progetto. C'è da dire però - continua Lambardi - che di questo decreto scellerato si sapeva già da tempo, quindi mi chiedo come mai l'amministrazione non abbia accelerato l'iter per l'allaccio, visto che ci sarebbe tempo fino a fine maggio. E' un'occasione buttata al vento, penso all'indotto, ai progetti educativi e a tutto il resto. Credo che sia mancato anche l'input dell'Unione dei Comuni, che come ente sovracomunale avrebbe potuto alzare la voce e farsi sentire».
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