Il Tirreno

Tenta di impiccarsi, salvato dagli agenti

Il carcere di Porto Azzurro dove si è verificato il tentativo di suicidio
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Il carcere di Porto Azzurro dove si è verificato il tentativo di suicidio

I timori del Sappe: a Porto Azzurro situazione esplosiva

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 PORTO AZZURRO. E' ricoverato in ospedale, in condizioni fortunatamente non gravi, un detenuto trentenne di origine norafricana, che nella tarda mattianta di ieri ha tentato di togliersi la vita impiccandosi alle grate della cella. Solo il tempestivo intervento di un agente della penitenziaria, subito aitutato da un collega chiamato in soccorso, è riuscito a salvagli la vita. La dimanica dell'episodio resta ancora oscura dato che in proposito i responsabili della struttura detentiva non rilasciano dichiarazioni. Da fonti interne al carcere si apprende che il gesto potrebbe essere in realtà l'epilogo di un'azione dimostrativa che ha rischiato di finire in tragedia: una protesta iscenata contro un provvedimento disciplinare attuato nei confronti dell'uomo che era stato messo in isolamento dopo un tentativo di aggressione nei confronti di alcuni agenti. Ma non si può comunque escludere, per il momento, l'ipotesi che si sia invece trattato di un vero tentativo di suicidio che l'immediato intervento del personale della polizia penitenziaria ha fortunatamente scongiurato. L'uomo è stato trasferito in ospedale dall'ambulanza della Misericordia di Porto Azzurro ed è stato trattenuto in osservazione ma le sue condizioni non sembrano preoccupanti.  A dare notizia dell'accaduto è stato il rappresentante nazionale del sindacato degli agenti penitenziari Sappe, Aldo Di Giacomo.  «Mi sono personalmente complimentato - ha detto - con gli agenti che sono intervenuti per salavre la vita a questo detenuto. E' un episodio che conferma, nella sua gravità, la situazione critica che ormai da tempo andiamo denunciando come sindacato all'interno del carcere di Porto Azzurro. Non più una struttura modello ma un istituto afflitto da problemi di carenza di organico e sovraffollamento in cui non sono più possibili quei rapporti e quei percorsi che ne hanno fatto un esempio di qualità negli anni». Di Giacomo ricorda i recenti episodi di aggressioni e sequestro di agenti della penitenziaria. «Situazioni esplosive - conclude - che mettono a rischio agenti e detenuti sulle quali è indispensabile prendere provvedimenti».

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di Redazione web