Sicurezza
Sorpresi dal volto bello della città
Francesca Lenzi
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Piazza Bovio invasa dal pubblico e a sinistra la maglia rosa Millar Fra la folla tanti appassionati e cicloamatori arrivati anche dall'estero
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PIOMBINO. Piombino impazzita per il Giro. Strade, terrazzi e finestre in festa con palloncini e stoffe rigorosamente rosa. Adulti e bambini, non sono da meno, con cappelli e maglie in tono. Grande successo l'hanno avuto i kit organizzati dal Giro. Così come la caccia ai gadget. Il primo stop d'obbligo è stato infatti l'open village, allestito nel parcheggio ex Fonderia Bernardini. Qui gli sponsor della corsa hanno regalato borse, portachiavi, cappelli e quant'altro. Per chi ha voluto invece un ricordo della Gazzetta dello Sport c'era il container ufficiale del quotidiano, con ogni tipo di merchandising. Migliaia le persone per le strade. Tutte entusiaste di un evento atteso da giorni. Non solo piombinesi, ma gente arrivata da qualsiasi parte di Italia, e non solo, attirati dalla passione per le due ruote o dall'atmosfera stessa della manifestazione. «Arriviamo da Venturina - spiega una coppia di mezza età - È veramente bello essere qua, c'è aria di festa e divertimento». In piazza Verdi un riotortese e un piombinese aspettano il passaggio della carovana pubblicitaria vestiti di tutto punto, con pantaloncini, maglia e casco, in sella alla propria bicicletta. «Che bella festa - affermano convinti - Se corriamo anche noi? Sì, a casa a mangiare tra poco. No, siamo solo dilettanti appassionati di questo sport». Due passi più in là altri quattro amatori oltre la cinquantina, tutti tedeschi, che si lanciano, in apprezzamenti sulla città: «Bellissimo!» pronunciano in un italiano stentato. Più avanti un gruppetto di 5 persone. «Stiamo a Piombino ma non siamo di qua - spiega uno di loro - Io e lui siamo siciliani, loro invece arrivano dalla Romania. È una grande giornata, c'è tanta allegria. L'organizzazione poi è perfetta». Alle 10,20 parte la carovana pubblicitaria, tra l'entusiasmo della gente che saluta con grida e applausi il passaggio a suon di clacson festosi delle vetture degli sponsor. Se ogni via del centro interessata dal percorso della tappa è piena di persone, è senza dubbio piazza Bovio ad essere presa d'assalto. «Siamo qui dalle 8 - dicono marito e moglie venturinesi - Seguiamo il Giro da che c'è la televisione. L'atmosfera oggi è bellissima, anche se c'è un velo di tristezza per la morte del povero corridore belga». In cima alla piazza, verso il faro, c'è al completo l'associazione ciclistica "Ombre bianco rosse" di Vicenza del presidente Claudio Pasqualin. Sono oltre 70 e hanno percorso in quattro giorni circa 450 chilometri. «Conoscevamo Piombino solo come approdo portuale per l' isola d'Elba - afferma uno degli amatori - Sono onesto, come città mi è sempre sembrata un po' squallida, con la vista della fabbrica all'entrata del paese. Adesso invece abbiamo scoperto un posto bellissimo, e rimaniamo fino a sabato». Lungo viale del Popolo, accanto al monumento, ci sono i ragazzi dell'associazione "La Provvidenza", pronti a salire sulle proprie bici in una passeggiata che anticipa la partenza vera e propria della tappa. «Ognuno di loro monterà su biciclette speciali - spiega Giovanni Basso, presidente del club - Chi su tre ruote, chi su un carrellino, per un'iniziativa che richiama davvero l'idea di sport per tutti». Davanti a palazzo Appiani si è riunito pure il gruppo di amatori piombinesi. Tra loro, Andrea, appassionato da sempre, il suo idolo è Moser: «Siamo partiti da Piombino per Follonica, e siamo tornati indietro. L'atmosfera è veramente carica». È passato da poco mezzogiorno quando i ciclisti del Giro partono per il percorso cittadino. Nell'attesa si pensa al pranzo: «Andiamo, che ho fame», o si invita a una velocità più bassa le macchine dell'organizzazione che passano: «Andate piano grulli!». Quando finalmente però arriva il gruppone dei corridori scattano le fotografie, arrivano gli applausi e si alza alta un'unica acclamazione, il saluto di Piombino al Giro d'Italia.
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