Il Tirreno

Grande impegno di forze dell’ordine e volontari per disciplinare il traffico

Magica frenesia fin dalla mattina e strade dominio di pedoni e bici

Luca Centini
Magica frenesia fin dalla mattina e strade dominio di pedoni e bici

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 PIOMBINO. La città è mezza addormentata. Il sole è la prima sorpresa della giornata. Nel centro i negozianti tirano sù le saracinesche. Svelano le vetrine rosa, iniziano i preparativi. Il Giro è ancora un'idea. Ma nell'aria, dietro una calma apparente, c'è una frenesia particolare.  Da piazza Verdi, verso corso Vittorio Emanuele sfilano le prime persone. Piazza Bovio è già tirata a lucido per la partenza. Gli uomini dell'organizzazione sono già attivi tra gli stand e le transenne. Di lì a poco la piazza e viale del Popolo accoglieranno migliaia di persone, pronte a spingere con il loro entusiasmo i corridori per i primi metri della tappa. Questa è solo la copertina del Giro piombinese. In realtà l'organizzazione ha coinvolto tutta la città.  Poco dopo le 8 nelle strade del centro si respira un'atmosfera surreale. Il disegno complicato dei divieti - sia di circolazione che di sosta - ha svuotato tante strade, anche quelle di solito più trafficate. Poche macchine salgono da via San Francesco, svoltando verso via Veneto. In via Petrarca e piazza della Costituzione, non ancora chiuse al traffico, si vedono pochissime automobili. In compenso c'è un dispiegamento di forze dell'ordine imponente. I vigili presidiano ogni punto "sensibile", ogni incrocio che nasconde un divieto da rispettare. Danno indicazioni, dirigono quel poco traffico che c'è. Per la gente il Giro è un'occasione, per gli addetti ai lavori anche una preoccupazione. Congelare completamente il traffico, isolandolo in tre arterie principali (una in uscita dalla città, una per il porto e una per l'ospedale), dà una certa apprensione.  Lo stesso timore ha, tuttavia, comportato un effetto benefico sulla gente. Tutti sapevano della rete dei divieti, avevano paura di restare imbottigliati. Di non trovare parcheggio. Così solo in pochi hanno preso la macchina. E le strade del centro si sono riempite lentamente, con la gente che per una volta è scesa a piedi da Salivoli, dalla zona nuova e perfino da Cotone e Poggetto (lungo viale Unità d'Italia).  Alle 10 la città è viva. Anche questo peroccupa, perché a quest'ora, con la folla che muove verso il centro, entra nel vivo il piano alternativo della viabilità. Per uscire da Piombino non si può più percorrere integralmente viale Unità d'Italia. Ci si aspettano file, soste selvagge, magari qualche "accidente" scagliato dagli automobilisti. Invece, all'"ora x", viale Unità d'Italia è una strada quasi disabitata. Ogni tanto passa qualche auto, un bus. I vigili gesticolano, indicano la strada, mentre sullo sfondo decine di persone scendono a piedi da via del Desco e viale Unità d'Italia.  I pochi diretti fuori da Piombino hanno vità facile. Da via della Pace, scendono fino alla rotonda della Sol, in via Jonta e lungo la Provinciale. Tutto funziona senza intoppi, anche per chi entra in Piombino. Il percorso è inverso. Dalla Sol fino a via della Pace, e giù da via Pertini. Tutto perfettamente segnalato dalla segnaletica e, sulla strada, dalle forze dell'ordine. Il traffico scorre fluido, per strada solo poche macchine. Anche da via della Resistenza, fino a via Pisa e via R. Margherita. L'arteria indicata per il collegamento con il porto è quasi deserta intorno alle 11. Sembra che in giro ci siano solo pochi gatti. Ma intanto il centro si riempie di migliaia di persone. Tutto è studiato nel dettaglio, niente è lasciato al caso. Lungo le strade il servizio di emergenza, coordinato dal pronto soccorso di Piombino e dal 118, copre in modo capillare la città. Sia nelle zone centrali, che in quelle periferiche. Decine di volontari collaborato gratuitamente per garantire il servizio. Per fortuna solo due ambulanze si muoveranno da piazza Bovio. Entrambe per lievi malori.  E il parcheggio? Le aree di sosta della zona nuova si riempiono con calma. Alle 11 il centro è invece libero come di rado accade, il "marrone" di via Salgari ospita solo poche auto.  L'impatto è morbido, mentre i villaggi di piazza Bovio e dell'ex fonderia Bernardini si animano a metà mattinata.  Il Giro sta per accendersi, il gruppo sta per passare. Così via Matteotti, via della Repubblica, via Lombroso e via Petrarca si riempono di spettatori. Da Piombino fino a Riotorto. Tutti scendono in strada. I lavoratori dell'area industriale di Montegemoli, quelli della Marvin. Chi si arrampica nella collinetta del parco 8 Marzo, chi si stringe davanti a Eurospin, chi davanti a Mc Donald. Qualsiasi posto va bene. Basta un po'di spazio per accarezzare il Giro.

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di Redazione web