Toscana
Bandierine e ola, così 2.300 alunni salutano i ciclisti
Cecilia Cecchi
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Studenti della Guardi su viale Amendola salutano il passaggio dei ciclisti 2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Passerella attesa con attenzione ed entusiasmo. Centinaia i ragazzi delle scuole "spalmati" lungo il percorso del Giro d'Italia che ieri mattina ha tagliato Piombino. A metà viale Giacomo Matteotti terze e quarte e di via XXV Aprile. I bambini sono elettrizzati (maestre e mamme sorridono). Giada, Noemi, Giulia 1 e 2 parlano per tutti: «Che bello essere qui! Aspettiamo i corridori che si vedono sempre e solo in tv!». Passeggiando verso largo Calamandrei si incrociano gli studenti del liceo scientifico; Alice Lera, 17 anni, 3B: «Abbiamo fatto la prime ore di lezione..» racconta. «Poi siamo venuti qui con i professori» le fa eco Marco Fabbri, 15 anni, 2C. All'incrocio con lungomare Marconi e viale Amendola, gli alunni di terza e quarta elementare dei Diaccioni. Proseguendo su viale Amendola i ragazzi della Guardi (sede Diaccioni). Ma la maggior parte degli studenti Guardi di via Torino sono sul marciapiede di via della Repubblica. Alessio Scandurra, 3A, guida il tifo «Grazie al cilindro del Cappelaio pazzo fatto con la Gazzetta...» dice sorridendo. In via Lombroso tantissimi alunni dalla Dante Alighieri. A perdersi la giornata di festa solo quanti dovevano misurarsi con la prova Invalsi - seconde e quinte elementari - soprattutto di Diaccioni e Perticale (non se ne sarebbero neppure accorti se gli amichetti non fossero andati...); maestre, assessori comunali avevano pure chiesto un rinvio, ma niente è stato possibile. In aula anche qualche altra classe con familiari che - purtroppo - non potevano impegnarsi in prima persona per non far perdere ai figli il passaggio dei professionisti delle due ruote. Pur nel caso del test d'italiano è andata bene ai bimbi di piazza Dante che sono usciti con le maetre tutti insieme - a prova finita, alle 11 - e sono comunque rientrati a mensa. Come previsto, all'attesa più o meno lunga è seguito un attimo di spettacolo. I giovanissimi avevano cominciato a fare la ola già durante il passaggio dei primi ciclisti che sondavano il percorso, poi alle auto ammiraglie delle squadre, persino alle moto che seguono il Giro per il cambio ruote delle bici; e sono rimasti un po' così quando, per veder sfilare il gruppone, è bastato il tempo di un respiro. "E ora..?" domandavano con gli occhioni sbarrati alle mestre.
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