La manifestazione
Falso aleatico in premio ai ciclisti
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Vini in esposizione durante una fiera enologica Nel pacco della Legend Cup solo una imitazione del vino doc
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PORTOFERRAIO. Stop alle contraffazioni. Alt ai vini taroccati, specialmente se in ballo c'è niente meno che l'aleatico dell'Elba, da poco insignito con il marchio Docg. L'allarme è lanciato dall'associazione Produttori e dal Consorzio di Tutela dei vini Doc Elba che puntano il dito sulla manifestazione "Capoliveri Legend Cup", trofeo ciclistico che si terrà nel fine settimana. Non un altolà sportivo ma di immagine. Fra il "pacchetto" premi, infatti ai singoli partecipanti sarà distribuito un "pacco dono" che conterrà una bottiglia di vino liquoroso aleatico prodotto da una nota azienda agricola. «Ma quale aleatico dell'Elba?» si chiedono i rappresentanti dell'associazione Produttori e continuano: «È desolante constatare che dopo venti e più anni di lavoro per ottenere riconoscimenti per l'Aleatico dell'Elba, vi sia ancora qualche soggetto che gioca sull'ambiguità, gli equivoci voluti». Così, dopo lo sgradevole episodio nella trasmissione "Velisti per Caso", in cui Patrizio Roversi è stato visto da mezza Italia mentre mostrava un prodotto "tarocco" (l'Aliatio, della medesima cantina), asserendo che si trattava del famoso Aleatico dell'Elba, ecco un nuovo caso: quello di Capoliveri. Alla manifestazione sportiva parteciperanno centinaia e centinaia di ciclisti sull'Isola d'Elba. Il Consorzio di Tutela no ci sta. E insieme a Slow Food dell'Arcipelago ed all'Ais Isola d'Elba ribadisce che quello che verrà dato ai ciclisti non è il tradizionale vino passito (e non liquoroso) Aleatico dell'Elba Docg. «Si tratta invece - dicono quelli del consorzio dell'Elba - di una pallida imitazione di scarso pregio, che ha probabilmente visto l'Isola d'Elba solo arrivando da chissà dove con il traghetto ed infatti viene chiamato con un nome di fantasia e definito semplicemente "vino liquoroso". L'azienda che lo imbottiglia e lo commercializza non è un'azienda agricola, ma un'attività commerciale». Ma non solo. «Denunciamo - dicono - nell'interesse dei produttori onesti, del territorio e delle sue prestigiose tradizioni enogastronomiche questo tentativo di diffondere informazioni false».
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