Sicurezza
Primo successo per Argomarine in attesa dei nasi elettronici
Il progetto anti inquinamento supera il primo test del Nurc
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Uno sversamento in mare 2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO Un sistema tecnologico in grado di lanciare, in tempo reale l'allarme per sversamento di idrocarburi in mare. É il progetto Argomarine che entro 3 anni dovrà creare un sistema integrato di controllo del traffico e dell'ambiente marino e che ha superato il primo test al Nurc di La Spezia. Nuove tencnologie a tutela delle aree sensibili dal punto di vista ambientale e di sicurezza. Nove i partner coinvolti nel progetto e fra questi il Nurc e, per l'Italia, il Parco e il Cnr, che hanno condotto una sperimentazione congiunta delle tecnologie sviluppate fino ad oggi: sensori acustici e veicoli autonomi, che opereranno in sinergia con satelliti, radar e supercomputer, sono quindi stati testati mentre veniva simulato l'accesso non autorizzato in un'area di interesse ambientale di un natante potenzialmente in grado di riversare idrocarburi in mare. Presto il sistema sarà arricchito con nuovi sensori, "nasi elettronici" in grado di "sniffare" e catalogare le emissioni di vapori da idrocarburi, i quali verranno installati su boe o veicoli autonomi sottomarini. Una collaborazione quella fra il Nurc ed il Parco dell'Arcipelago Toscano che parte da lontano. «Nurc e Parco sono oramai da molti anni su attività di interesse ambientale - spiega Edoardo Bovio, Nurc Business Development Manager - il Nurc è orgoglioso dei successi ottenuti dal consorzio Argomarine e della possibilità di poter trasferire in ambito civile tecnologie nate con scopi militari». Il progetto Argomarine è stato scelto dall'Unione Europea tra altri 350 nell'ambito del VII Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo Tecnologico. Rimarca Bovio: «Con un finanziamento di tre milioni e trecentomila euro, si è voluto premiare un Progetto che intende lavorare per un controllo dei rischi di inquinamento nel bacino del Mediterraneo, interessato quotidianamente da moli impressionanti di traffico commerciale e dove ogni anno accadono circa 60 grandi incidenti».
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