Il Tirreno

L’armatore incontra sull’Oglasa i rappresentanti sindacali dei marittimi

Ecco la Toremar di Onorato

Giorgio Pasquinucci
Vincenzo Onorato e, a sinistra, il figlio Achille l’unico della famiglia che entrerà nel consiglio di amministrazione della comapagnia di navigazione
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Vincenzo Onorato e, a sinistra, il figlio Achille l’unico della famiglia che entrerà nel consiglio di amministrazione della comapagnia di navigazione

«Salveremo tutti i posti di lavoro ed i contratti in vigore»

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 PIOMBINO. «Cambiare tutto per non cambiare niente». Cita Tomasi di Lampedusa, Vincenzo Onorato, per rassicurare i delegati sindacali della Toremar radunati a bordo dell'Oglasa. Il contratto con la Regione non è stato ancora formato, ma lui intende subito sgombrare il campo dagli equivoci. Il suo ingresso alla guida dell'ex flotta pubblica è soft, fatto di garanzie e impegni per i marittimi che nel corso delle gara pubblica non hanno affatto nascosto di "tifare" per lui.  Davvero un grande navigatore Onorato, non solo sul suo "Mascalzone Latino". Chiarisce subito che Toremar non sarà assorbita da Moby, che resterà il marchio storico, che saranno mantenuti gli organici, contrattualistica e turnazioni. «Toremar avrà un suo consiglio di amministrazione, nel quale non ci sarò né io né altri di Moby. Ci saranno, invece, eminenti personalità locali e mio figlio Achille, per continuare la tradizione di famiglia iniziata da mio padre».  Punta molto sul radicamento nel territorio della Toremar e non meno della Moby. Sì perché, dall'armatore fino all'ultimo dei marinai, la paura è una sola e si chiama "deregulation". Lo dice in chiaro Onorato: «Un tempo c'era la Toremar di serie A e la Navarma (progenitrice della Moby; ndr) di serie B. Con la deregulation europea ora può arrivare chiunque, con equipaggi stranieri senza contratto e potremo trovarci davanti molto peggio». Così spende giudizi positivi anche su armatori concorrenti. Non ha nessuna esitazione ad ammettere che «se prima vedevo la Corsica Ferries come fumo negli occhi, ora penso che oggi sia centomila volte meglio avere di fronte Lotà, armatore di prima grandezza, che ha sulle sue navi equipaggi italiani e rispetta le regole, invece di altri che usano personale straniero con trattamenti che anche per il sindacato sarebbe difficile verificare».  «Sul rispetto delle regole vigileremo - incalza Agostino Salsa, responsabile provinciale delle Filt-Cgil - Ben vengano altri, ma le regole devono essere valide per tutti». C'è una polemica neanche troppo strisciante con la Blu Navy, che ha annunciato un ricorso sulla assegnazione della gara a Moby e che usa marittimi stranieri.  Le domande dei sindacalisti si fanno incalzanti, vogliono sapere da Onorato se sarà mantenuta la turnistica di 15 giorni di servizio e 15 di riposo, quali sono i programmi di riorganizzazione e ammodernamento della flotta, pongono all'attenzione del nuovo armatore il problema delle detassazione degli straordinari sulla quale Toremar ha rifiutato l'accordo.  «Sostituiremo negli anni tutta la flotta - replica Vincenzo Onorato - anche se le navi Toremar sono ottime». Intanto promette le prime due e la sostituzione dell'aliscafo «mezzo tecnologicamente obsoleto» con una nave veloce in grado di viaggiare a 30 nodi, ma anche di affrontare la traversata anche con un po' di mare.  Le garanzie? «Il bando della Regione è stato fatto molto bene - spiega Onorato - ed è estremamente garantista. Abbiamo dovuto presentare una fidejussione, la nostra è con il Monte dei Paschi, i concorrenti l'hanno presentata una con una banca che a base a Gibilterra». E non mancano altre frecciate, come quella della promessa del rinnovo totale della flotta fatta dalla Toscana Navigazione. «Non capisco come lo possa fare una società che ha 200mila euro di capitale sociale».  «L'Antitrust interverrà suglio slot?», chiede un sindacalista. Onorato anche di questo non sembra preoccupato. «Se l'Antitrust ci chiede di rinunciare a un certo numero di slot lo faremo». «Ci sarà una nave in meno?», replica il sindacalista. «Forse sì» risponde sereno Onorato.  Ultimo chiarimento sulle tariffe low cost. «Saranno applicate sulle navi Moby, tranne venerdì, sabato e domenica di luglio ed agosto. Non possiamo ridurle per Toremar perché sono fissate dalla Regione, ma ci saranno sinergie che verranno riversate sull'utenza».  L'altra novità è che Onorato pensa ad assicurare il servizio di emergenza sanitaria per l'Elba riconoscendo al personale la reperibilità, come già accade nel contratto sui rimorchiatori in Sardegna. Rinuncia invece alla nave di mezzanotte. «Costa più di un milione all'anno e non ci viaggia nessuno. Meglio far risparmiare alla Regione i contributi previsti dalla convenzione».

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