Il Tirreno

Il Club del Mare diventa impresa

Stefano Taglione
La spiaggia di Marina di Campo
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La spiaggia di Marina di Campo

Un punto di ristoro sulla spiaggia e barche a nolo

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 MARINA DI CAMPO. Un Club del Mare più moderno, con più servizi e meno burocrazia. La crisi ha allontanato gli sponsor e l'assemblea corre ai ripari: il Club penserà più con la testa di un'impresa: potrà aprire un bar e affittare le barche. Un'azienda, se così si può chiamare, non a fini di lucro e che risponderà sempre ai soci. Caratteristiche comuni alla gran parte dei circoli velici italiani, i quali offrono sempre più servizi aggiuntivi agli utenti e con il ricavato si auto-finanziano, investendo parte dei soldi per ammodernare le imbarcazioni. «Era una cosa che avevo in mente da anni - dice il presidente Massimo Segnini - e finalmente siamo riusciti a concretizzarla. Dobbiamo diventare il punto di riferimento anche per chi non è interessato alla vela. Proprio per questo in futuro vogliamo aprire un punto di ristoro e incrementare i servizi rivolti ai soci e ai loro accompagnatori. Parte delle novità introdotte nel nuovo statuto sono attività che già si facevano e che abbiamo solo messo nero su bianco. Per fare un esempio, fino ad ora per qualsiasi acquisto in teoria ci voleva il benestare della maggioranza dei soci. Adesso no: il consiglio direttivo è più autonomo, ma i soci conservano il potere di sempre, basti pensare che è sufficiente appena il 10% dei lori consensi per fare un'assemblea straordinaria». La mancanza di sponsor è stato uno dei fattori chiave che ha portato il consiglio direttivo ad ampliare le proprie vedute. «Abbiamo necessità di fare introiti - continua Segnini - altrimenti crescere sarà molto difficile. Purtroppo un tempo avevamo più sponsor, come la Locman che periodicamente ci versava una quota, ora con la crisi questo non è più possibile. Dobbiamo fare da soli».Nell'assemblea che è stata indetta durante le vacanze pasquali il clima era molto teso. Non tutti i soci erano d'accordo nell'approvare il nuovo statuto, parte dei quali preferivano rimandare di qualche mese la decisione definitiva. «Francamente mi sono stupito del clima che si è andato a creare - continua Segnini - perché alcune persone si comportavano più da azionisti che da membri di un'associazione. Invece di discutere lo statuto, che avevamo inviato a tutti ben quattro mesi prima insieme agli auguri di Natale, in poco tempo si è passati ad attacchi personali senza alcuna giustificazione. Questo mi ha rattristato molto, perché dovremmo stare tutti uniti per far crescere questo circolo velico, invece purtroppo c'è chi non ne è assolutamente interessato e pensa solo al posto barca. Un socio è arrivato appositamente dalla Francia per votare e alcuni colleghi hanno richiesto lo spostamento della votazione a luglio. E' inaccettabile, ma sono contento che alla fine lo statuto sia stato approvato con una netta maggioranza di voti a favore». Presto ci saranno novità anche per chi vorrà conseguire la patente nautica. Da quest'anno, non per effetto del nuovo regolamento ma grazie ad un'accordo che la Federazione ha siglato con il Ministero dei Trasporti, il Club del Mare potrà organizzare corsi finalizzati per la patente nautica.

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