Sicurezza
Moschea all'ex scuola di Franciana
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Due immagini dei profughi ospiti allex scuola di Franciana Dei 40 profughi 30 sono musulmani, i cattolici chiedono il Vangelo
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PIOMBINO. Lo spaesamento iniziale è passato. Lentamente si stanno organizzando. Imparano a conoscersi. I quaranta profughi dell'ex scuola di Franciana hanno trascorso una nottata tranquilla. Ieri hanno collaborato con i responsabili delle associazioni. L'obiettivo era rendere più accoglienti i locali dell'ex edificio scolastico. «Una stanza al piano superiore - racconta Milvio Bottai di Samarcanda - è stata trasformata in una piccola moschea, con tanto di tappeti stesi sul pavimento. Trenta ragazzi sono musulmani. Ci hanno chiesto indicazioni geografiche. Vogliono sapere dove è l'oriente per le preghiere mattutine e pomeridiane». Le associazioni non hanno tuttavia dimenticato i dieci cattolici del gruppo. Le copie in francese e in inglese del Vangelo arriveranno oggi, grazie all'impegno dell'associazione per l'accoglienza della gente di mare Stella Maris. L'atmosfera è più tranquilla rispetto al giorno dell'arrivo. L'Asl ha messo a disposizione uno staff medico-assistenziale. I profughi sono stati visitati. Quindi è stata trovata una soluzione anche al problema della "rappresentanza". Ciascun gruppo di appartenenza ha nominato un proprio responsabile di campo. Tra i ragazzi indicati come responsabili c'è l'unico esponente del Camerun che, nel suo paese d'origine, è riconosciuto come Imam. Evidentemente il suo status è stato accettato anche da profughi di nazionalità diversa (il gruppo dei nigeriani). «Ieri sono arrivati gli ultimi arredi - racconta Maurilio Campani, responsabile dell'associazione Gaibila - i ragazzi hanno compiuto un lavoro scrupoloso per sistemare i prodotti nelle stanze. Hanno anche organizzato i turni delle pulizie. Progressivamente si stanno abituando alla nuova situazione in cui si sono trovati». (l.c.)
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